Martedì, 16 Luglio 2024
Cultura

Ricordata la figura di Giovanni Palatucci

Benevento - Si è svolto ieri pomeriggio nella Sala Vergineo del Museo del Sannio, il convegno sul tema "Giovanni Palatucci, un giusto".All'incontro, che ha dato il via alle iniziative in programma nell'ambito della manifestazione "La Settimana...

Si è svolto ieri pomeriggio nella Sala Vergineo del Museo del Sannio, il convegno sul tema "Giovanni Palatucci, un giusto".
All'incontro, che ha dato il via alle iniziative in programma nell'ambito della manifestazione "La Settimana della memoria, Benevento ricorda la Shoah" hanno preso parte l'Arcivescovo di Benevento Andrea Mugione, il Ministro della Giustizia Clemente Mastella, il sindaco Fausto Pepe, l'assessore alla Cultura Raffaele Del Vecchio, il Questore di Benevento Francesco Nicola Santoro, don Nicola Di Bianco dell'istituto teologico salernitano, Georges de Canino, artista e storico della Shoah, Leone Pasermann della Comunità ebraica, Antonio De Simone Palatucci, poeta, scrittore e biografo del martire, Miriana Tramontina, presidente del CEPIS. Ha moderato l'incontro Maria Felicia Crisci, dirigente del Liceo classico "P. Giannone".
Tutte molto toccanti le testimonianze, dirette o indirette su Giovanni Palatucci e sulla Shoah, riportate dai relatori.
"Ringrazio il sindaco Fausto Pepe e l'assessore alla Cultura Raffaele Del Vecchio- ha esordito S. E. Andrea Mugione- per aver dato avvio ad una settimana ricca di momenti di conoscenza, ma soprattutto di ricordi. Promuovere la conoscenza e la stima dei nostri fratelli ebrei- ha proseguito l'Arcivescovo di Benevento- è fondamentale perché il millennio che viviamo possa uscire dalla rete di violenze, di atrocità e di conflitti, per piantare i semi della giustizia, della riconciliazione, della pace e del rispetto".
L'assessore alla Cultura Raffaele Del Vecchio ha rimarcato il valore dell'iniziativa: "L'amministrazione comunale ha voluto sottolineare in maniera forte questo particolare momento per approfondirlo e comunicarlo ai giovani e consentire loro di formare e conservare la memoria".
Il Questore di Benevento Francesco Nicola Santoro ha ricordato il "forte senso delle istituzioni del giovane Palatucci, che con altissimo senso del dovere fu punto di riferimento anche dopo l'8 settembre".
"Aver avvicinato cristianesimo ed ebraismo, questa è la grande profezia di Giovanni Palatucci, che è un martire cristiano, oltre che un giusto d'Israele", ha affermato don Nicola Di Bianco.
Il ministro della Giustizia Clemente Mastella ha ricordato come la figura di Palatucci rappresenti "l'idea dei valori delle piccole comunità di provincia. E' importante- ha proseguito il ministro- che eventi come questi rendano inconfondibili i valori che sono alla base della nostra civiltà, perché siano sempre presenti nella nostra società.
Parole di elogio nei confronti dell'amministrazione comunale sono state espresse da Georges de Canino: "Questa città ha avuto il coraggio di coinvolgere tutte le proprie forze, non in una giornata di celebrazione, ma in una riflessione profonda che significa cultura".
Leone Pasermann, della Comunità ebraica ha sottolineato l'importanza di "trasmettere alle nuove generazioni la memoria della Shoah".
"Il capoluogo sannita, ricco di cultura e di storia- ha esordito Antonio De Simone Palatucci- mi permette di parlare di questo nostro martire, che non solo si oppose alla legge ingiusta, ma tentò di portare il suo contributo alla nascita di un mondo migliore".
Molto toccante la testimonianza di Miriana Tramontina, presidente del CEPIS, che ha ricordato: "Giovanni Palatucci ha salvato non solo i fratelli ebrei, ma tutti gli sfortunati che in quel periodo storico subivano persecuzioni.
A conclusione del convegno, l'intervento del sindaco Fausto Pepe: "Il senso di questa manifestazione- ha affermato il primo cittadino- è la memoria della morte, per tracciare una speranza nuova. Una delle maggiori testimonianze della speranza- ha proseguito- è quella che ci ha lasciato Giovanni Palatucci, nel ricordo delle tante persone che hanno subito le violenze e le atrocità dei totalitarismi, come il fascismo che con le leggi razziali, frutto dell'ideologia della morte, ha portato all'olocausto".

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