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'Mulignane' al Teatro Civico 14 per la regia di Antonio Capuano

Caserta - Un evento speciale inaugura il 2014 al Teatro Civico 14 di Caserta. Sabato 04 gennaio (ore 21.00) domenica 05 gennaio (ore 19.00) la poliedrica attrice italiana Gea Martire porterà in scena il monologo Mulignane tratto da un racconto di...

Un evento speciale inaugura il 2014 al Teatro Civico 14 di Caserta. Sabato 04 gennaio (ore 21.00) domenica 05 gennaio (ore 19.00) la poliedrica attrice italiana Gea Martire porterà in scena il monologo Mulignane tratto da un racconto di Francesca Prisco. Già diretta al cinema da registi del calibro di Dino Risi, Mario Monicelli, Ettore Scola, Ferzan Ozpetek, la Martire ritorna sulle scene del piccolo teatro di vicolo della Ratta con uno spettacolo intenso e allo stesso tempo ironico, la cui regia porta la firma di Antonio Capuano, pluripremiato esponente di teatro e cinema d'autore.
Mulignane è una storia di donna. Questa donna non ha nome. Ha un'identità che si spande e si diffonde nell'isolamento di una femminilità che non fa della solitudine fierezza, baldanza, indipendenza, ma timore di inadeguatezza e di bruttezza. La nostra cultura che «fa pantano e feta», spruzza sulla donna, non legata a un uomo, un sentore di umido scantinato condannato alla muffa. Come se, poi, essere legati sentimentalmente ad un uomo fosse il massimo della vita! E la donna, in corsa da secoli verso più ampi orizzonti, rimane azzoppata in questa trappola malefica e illusoria che frena la sua corsa verso l'affermazione della sua personalità. «Senza un uomo come si fa? E' triste, è brutto, ci vuole un uomo, ci vuole l'amore? ahè, è 'na parola! E addo' sta?». Intanto gli anni passano e il vuoto intorno, anzi interno, dilaga. E allora va bene "qualunque" (sintesi di chiunque e qualunque cosa): "un turzo", un arrogante, un pagliaccio, un rimorchio, un'altra trappola pur di arginarlo, quel maledetto vuoto. Va bene pure il sesso brutale, spinto, fino a farsi male, preferibile rispetto al penetrante fallimento che logora e fa male, al tormento di non essere mai desiderata. Meglio le fruste, pratiche sado-maso, mulignane (lividi), «sì, vatteme, fammi male», a coprire più insostenibili dolori.
Eppure può accadere, come in questo caso, che a furia di perdurare in tali pratiche, si allenino muscoli sconosciuti che danno nuova forza. E tutto si ribalta. Strade sotterranee conducono alla luce e le mulignane (melanzane) diventano ruoti di parmigiane da servire bollenti, insolita temperatura per la vendetta che, come è noto, è un piatto che va servito freddo. In scena il personaggio femminile assapora il gusto di far saltare gli schemi, divertendosi. Il tono è comico, come spesso è l'intelligenza, anche se non lo sappiamo.

Date:
sabato 04 gennaio 2014, ore 21.00
domenica 05 gennaio 2014, ore 19.00

Prezzi:
Intero 10 ?
Ridotto 8 ?

INFO e PRENOTAZIONI
Teatro Civico 14
t. +39 0823 441399

m. +39 328 2009765
info@teatrocivico14.it

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