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091642_targa_militare

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Consegnata targa al militare ferito in Afghanistan

Casapulla - "Quando tornerete a casa raccontate di me e dite: per il loro domani io ho dato il mio oggi". E' il pensiero impresso sulla targa che oggi i tre rappresentanti del comitato 'Cittadini Attivi' di Casapulla, Andrea Martusciello, Elpidio...

"Quando tornerete a casa raccontate di me e dite: per il loro domani io ho dato il mio oggi". E' il pensiero impresso sulla targa che oggi i tre rappresentanti del comitato 'Cittadini Attivi' di Casapulla, Andrea Martusciello, Elpidio Maccariello e Michele Sorbo hanno portato al maresciallo capo Giovanni Siero, rimasto ferito nell'attentato dello scorso 8 giugno a Farah, in Afghanistan, lo stesso in cui ha perso la vita il 31enne messinese Giuseppe De Rosa. Sta bene ora il maresciallo Siero dopo l'intervento subito ieri, servito ad asportare delle schegge penetrate tra tibia e perone in seguito alla deflagrazione. Ma ci vorrà ancora qualche settimana prima che Siero, ricoverato presso il reparto di ortopedia dell'ospedale militare del Celio a Roma, possa ritornare nella sua Casapulla.
Paura e speranza di ritornare sani e salvi al termine di ogni uscita. E' questa la sensazione che il militare miracolosamente salvo, restituisce nel colloquio con i suoi concittadini venuti a rendergli omaggio dopo il tragico episodio. "Una sensazione che solo chi vive il terrore di quegli attimi può capire. E' difficile riuscire a spiegare quel momento in cui sembra che ti passi l'intera vita davanti, quegli istanti in cui tutto immagini tranne che una bomba possa entrare nel blindato".Tanto riposo ora, e un lungo periodo di convalescenza nell'attesa di ritornare a casa "per passare del tempo insieme ai miei genitori", spiega Siero.
Il maresciallo 44enne, in forza all'ottavo Reggimento della Brigata Bersaglieri Garibaldi di Caserta all'epoca dell'attentato era impegnato nel Military Advisor Team (MAT), ovvero la task force del contingente italiano incaricata di addestrare i militari afgani. Era arrivato da poco più di 20 giorni a Farah, l'area più meridionale e a rischio controllata dai soldati italiani, quando un ordigno è stato lanciato all'interno del lince su cui viaggiava insieme ad altri commilitoni. La missione che lo ha visto coinvolto nell'attentato, era la prima in terra afgana per il militare casertano, partito in sostituzione di un collega malato.

"Ci è sembrato doveroso portare i nostri saluti e quelli dell'intera cittadinanza di Casapulla al maresciallo Siero. Un gesto di vicinanza, amicizia e affetto verso chi ha rischiato la propria vita per la patria" ha spiegato Martusciello.
L'incontro di stamane, voluto dai Cittadini Attivi, si è concluso con la promessa rivolta a Siero da parte degli esponenti del comitato di organizzare un incontro a Casapulla per salutare il rientro di un uomo, diventato per i suoi concittadini esempio di coraggio e di dedizione ai valori militari."Ci vediamo a casa"- ha detto il maresciallo al termine dell'incontro di questa mattina.

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