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Si inaugura mostra d'Arte contemporanea '1813 Verdi e Wagner'

Caserta - Si inaugurà domenica 22 dicembre alle ore 17.00 nella Reggia di Caserta, salone di rappresentanza della Pro Loco di Caserta, una mostra d'Arte contemporanea dal titolo "1813 Verdi & Wagner"; l'esposizione, curata da Sara Ciccatiello ed...

Si inaugurà domenica 22 dicembre alle ore 17.00 nella Reggia di Caserta, salone di rappresentanza della Pro Loco di Caserta, una mostra d'Arte contemporanea dal titolo "1813 Verdi & Wagner"; l'esposizione, curata da Sara Ciccatiello ed allestita da Patrizia Moschese, sarà presentata da Carlo Roberto Sciascia.
La rassegna, che è stata organizzata dalla Pro Loco di Caserta, sarà presenziata dal Sindaco di Caserta dott. Pio Del Gaudio e dal Console onorario dell'Uzbekistan avv. Vittorio Giorgi; interverranno la responsabile provinciale dell'Unicef prof. Rosalia Pannitti, il Presidente della Fidapa "Calatia" di Maddaloni prof. Raffaella Carli, il Direttore responsabile della rivista "Albatros" dott. Lucia De Cristofaro.
Gli artisti che parteciperanno sono: Elisa Bersani, Renato Botte, Carlo Capone, Luigi Caserta, Alfonso Coppola, Alessandro Del Gaudio, Mrosaria Di Marco, Mattia Fiore, Raffaele Fusco, Fidalma Malferà, Pasquale Monaco, Paolo Naldi, José Nuzzo, Salvatore Nuzzo, Vincenzo Perna, Gabriella Pucciarelli, Silvia Rea, Manuela Ronchi Solfrini, Michele Rosa, Mario Rossetti, Anna Scopetta, Giuseppe Vaccaro.
Durante la cerimonia di inaugurazione vi sarà un intervento musicale di Francesco Colella (voce e chitarra) su brani dei due musicisti.È anche in programma per domenica 28 dicembre, ore 17.00, un Concerto di musica lirica di Cristina Patturelli (soprano) e Lucio Maioriello (pianoforte), con brani scelti dai melodrammi dei due grandi protagonisti della musica operistica dell'ottocento.
Infine, lunedì 6 gennaio, sempre alle ore 17.00, l'artista barese Rosa Didonna si esibirà in una performance sui due musicisti dal titolo"La ninfa di Verdi e di Wagner".
La mostra durerà fino al 6 gennanio 2014In occasione del bicentenario dalla nascita di Verdi e Wagner, questo evento rende omaggio ai due grandi musicisti, che hanno rivoluzionato il melodramma e che restano più attuali che mai. Nati entrambi nel 1813, uno a Le Roncole (frazione di Busseto) in provincia di Parma e l'altro a Lipsia, hanno segnato il loro secolo vedendo i propri destini sfiorarsi senza mai del tutto.
Animati entrambi dall'amore per la loro terra, dal sogno di una patria unita e dalla passione viscerale per la musica e da un sentimento rivoluzionario, hanno realizzato alcune delle opere più intese ed emozionali della storia del melodramma. Più riservato e chiuso Verdi, più esuberante e Wagner, con le loro rappresentazioni, animate dalla forza musicale, dalla potenza dei cori, dall'utilizzo della , dall'intreccio di melodia e poesia e dall'uso di imponenti allestimenti teatrali, hanno di sublimato l'opera teatrale fornendola un'energia ed una passionalità veramente unica.
Gli ideali risorgimentali e la situazione italiana, uniti ad un attenzione verso il mondo popolare e verso le correnti filosofiche e rivoluzionarie che animavano l'Europa di quegli anni, sono stati il fulcro dell'opera verdiana, che mescola alto e basso, vecchio e nuovo, amore e morte, bene e male, mettendo in scena la vita, e l'amor di patria.
Wagner, invece, si serviva del dramma per eseguire una personale introspezione e per distaccarsi dall'ipocrisia del mondo, cogliendo gli elementi di fondo della filosofia di Marx, di Feuerbach, e soprattutto quella di Schopenhauer; nella sua rivoluzione teatrale si avverte prepotente la nostalgia di un mondo lontano dove trovare la felicità, ma anche l'idea che la salvezza sia possibile solo attraverso la redanzione.
Verdi e Wagner! Due nomi, due civiltà, la latina e la germanica; due distinte concezioni delle finalità che il teatro può e deve raggiungere nella estrin-secazione di un ideale d'Arte: l'umanità vista nella realtà della vita vissuta nel primo, l'umanità attraverso il simbolo e la leggenda nel secondo. Geni entrambi, ma di diversa natura e diversamente preparati alla realizzazione delle proprie aspirazioni da rendere illogico ed arbitrario fra di essi qualsiasi preteso accostamento. Ma pur sempre tanti sono stati i punti di contatto tra i due. Verdi e Wagner, infatti, sono stati visti come una figura di riferimento per una determinata idea di nazione, libera e democratica, anche se in maniera differente.
Il tedesco ha completamente rivoluzionato il pensiero musicale con la cosiddetta "Opera Totale" (Gesamtkunstwerk in lingua teutonica), una sorta di amalgama perfetto delle arti della poesia, della musica e del dramma. L'opera lirica non è stata più considerata una lunga serie di pezzi chiusi, ma un fluire unico di note, una sinfonia continua e perfetta. Verdi, similmente, parlava in maniera piuttosto chiara della sua arte: "Io non sono mica uno che scrive pezzi e arie, io compongo un dramma in musica"! Le ultime sue opere, perciò, risultano una naturale evoluzione musicale dei suoi drammi.
Entrambi hanno perseguito l'ideale di un teatro libero da ogni schema, senza duetti, terzetti, cori e finali; un'opera definibile in effetti un solo pezzo.

Quando Wagner muore, nel 1883, Verdi commentò l'evento in maniera inequivocabile: "Triste, triste, triste! Wagner è morto! Quando ieri ho letto il dispaccio, sono rimasto atterrito! Non discutiamone! Una grande individualità scompare! Un uomo, che lascia un'impronta poderosissima nella storia dell'arte!"
Lo stesso discorso si può fare per la morte di Verdi, nel 1901, sentendo le parole di Giulio Gatti Casazza, impresario della Scala di Milano: "Un'emozione indicibile si impadronì di me. Era notte, mentre me ne andavo verso la Scala, dove si era conquistato i suoi allori, pensavo: ". (Carlo Roberto Sciascia)

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