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Mibact, spending review accelera riorganizzazione del Ministero Beni Culturali

(Roma) La riorganizzazione del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (MIBACT) trae origine, come è noto, dalle politiche di spending review attuate da ultimo con il decreto legge n. 66 del 2014, convertito nella legge n. 89...

(Roma) La riorganizzazione del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo (MIBACT) trae origine, come è noto, dalle politiche di spending review attuate da ultimo con il decreto legge n. 66 del 2014, convertito nella legge n. 89 del 2014. In base ai tagli operati nel 2012-2013, infatti, ogni Ministero era tenuto a dotarsi di un nuovo regolamento di organizzazione che recepisse le riduzioni di pianta organica. Il MIBACT adempie, finalmente, a tale obbligo e ridisegna se stesso in modo fortemente innovativo, in linea con le misure già adottate con il d.l. n. 83 del 2014, convertito nella legge n. 106 del 2014 (c.d. decreto ArtBonus).
L'adeguamento ai numeri della spending review è divenuto l'opportunità per intervenire sull'organizzazione del Ministero e porre rimedio ad alcuni problemi che da decenni segnano l'amministrazione dei beni culturali e del turismo in Italia. Si tratta di disfunzioni e lacune riconosciute ed evidenziate molte volte e da più parti:1)la assoluta mancanza di integrazione tra i due ambiti di intervento del Ministero, la cultura e il turismo;2)la eccessiva moltiplicazione delle linee di comando e le numerose duplicazioni tra centro e periferia;3)il congestionamento dell'amministrazione centrale, ingessata anche dai tagli operati negli ultimi anni;4)la cronica carenza di autonomia dei musei italiani, che ne limita grandemente le potenzialità;5)la scarsa attenzione del Ministero verso il contemporaneo e verso la promozione della creatività;6)il ritardo del Ministero nelle politiche di innovazione e di formazione.La riforma è stata costruita innanzitutto per risolvere questi sei "nodi" e può essere quindi descritta lungo sei linee di azione: 1) la piena integrazione tra cultura e turismo; 2) la semplificazione dell'amministrazione periferica; 3) l'ammodernamento della struttura centrale; 4) la valorizzazione dei musei italiani; 5) la valorizzazione delle arti contemporanee; 6) il rilancio delle politiche di innovazione e di formazione e valorizzazione del personale MIBACT.Nel complesso, la riorganizzazione prevede, secondo quanto stabilito dal d.P.C.M. 22 gennaio 2013 sulle piante organiche dei Ministeri, il taglio di 37 dirigenti (6 di I fascia, 31 di II fascia).

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