Martedì, 18 Maggio 2021
Cultura

Auguri a James Senese per i suoi 70 anni: un sax a meta' strada tra Napoli e il Bronx

Napoli - Settant' anni fa, il 6 gennaio 1945, nasceva a Napoli il sassofonista James Senese, uno dei leader storici del Neapolitan Power, quel movimento musicale partenopeo di forte innovazione artistica, che iniziò a prendere forma a cavallo...

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Settant' anni fa, il 6 gennaio 1945, nasceva a Napoli il sassofonista James Senese, uno dei leader storici del Neapolitan Power, quel movimento musicale partenopeo di forte innovazione artistica, che iniziò a prendere forma a cavallo degli anni '60 e che mescolava blues, funk, rock e melodia partenopea; oltre a lui, Mario Musella (considerato il padre putativo), gli Showmen, Franco Del Prete, Napoli Centrale, Tullio De Piscopo, Enzo Gragnaniello, Toni Esposito, Pino Daniele, Enzo Avitabile, furono i maggiori protagonisti di quella nuova "energia napoletana". "Dopo la pubblicazione del primo disco, "Terra mia" - scrive Giorgio Dell'Arti nell'edizione 2015 del Catalogo dei Viventi - Pino Daniele si presentò a casa di Senese e gli chiese di entrare nei Napoli Centrale. La sua risposta fu: "Prendi questo basso e vediamo". Dopo un anno di Napoli Centrale Daniele tornò alla carriera solista, con un suono rivoluzionato. Era il suono di "Je so' pazzo", di "Yes I know my way" di "Quanno chiove". Il suono del Pino Daniele degli anni d'oro era quello di Napoli Centrale. Anche la World Music di Daniele Sepe è iniziata dall'ascolto di una tarantella del Gargano fatta da Senese". C'è anche chi, come l'opinionista Bruno Giurato, è convinto del fatto che "James Senese ha iniziato quasi tutto e quasi tutto gli hanno rubato". Dal suo canto, il sassofonista e cantante napoletano, così riassume la sua vita personale e artistica sul retro della copertina del libro " Je sto ccà. James Senese", (Alfredo Guida Editore, Napoli, 2005), scritto da Carmine Aymone: « Io sono nato nero e sono nato a Miano, io suono il sax tenore e soprano, lo suono a metà strada tra Napoli e il Bronx, studio John Coltrane dalla mattina alla sera, sono innamorato di Miles Davis, dei Weather Report e in più io ho sempre creato istintivamente, cercando di trovare un mio personale linguaggio, non copiando mai da nessuno?il mio sax porta le cicatrici della gioia e del dolore della vita. ». Cinquant'anni di carriera iniziata con l'incisione del 45 giri "Twist sulla luna/Nu' poco e te", assieme al musicista e cantante Enrico Musella, con il quale proseguirà la sua avventura artistica prima con gli Showmen, poi con gli Showmen 2, un'amicizia e una collaborazione interrotta tragicamente il 6 ottobre del 1979, con la morte di Musella, ricordato lo scorso 26 novembre al Teatro Palapartenope di Napoli, in occasione del 35° anno della sua scomparsa, con uno speciale concerto dal titolo "Il Pellerossa a metà: serata musicale per Mario Musella", appellativo nato dal fatto che era per metà napoletano, per parte della madre, e metà era figlio di un soldato americano di sangue pellerossa (come anche James Senese, con la differenza che il padre era un soldato americano di colore). Oltre a Senese, al concerto commemorativo, erano presenti Maria Nazionale, Dj Jad, Enzo Gragnaniello Tony Esposito, Nino Buonocore, Franco Ricciardi, Alberto Radius, Nello Daniele, Giardino Dei Semplici, Audio2, Fabrizio-Aurelio Fierro, Monica Sarnelli, Sud Express, ed altri ancora, accompagnati dall'orchestra di Franco Del Prete. Per James Senese, l'omaggio a Musella è stato particolarmente sentito, perché la sua cinquantennale carriera artistica, è iniziata proprio con lui, protagonisti delle prime esperienze musicali, con gli Showmen, dove oltre a Mario Musella c'era Franco Del Prete, alla fine degli anni Sessanta, registrando una fortunata serie di 45 giri, proseguita, dopo lo scioglimento del gruppo, con gli Showmen 2, senza Musella ma con Del Prete, nei primissimi anni '70. Ma la svolta musicale per James Senese si ebbe a metà degli anni Settanta quando fonda, ancora una volta insieme a Del Prete, il gruppo Napoli Centrale, con Tony Walmsley al basso e Mark Harris al piano Fender (poi sostituiti da Pino Daniele al basso e da Ciro Ciscognetti alle tastiere), dando vita ad un jazz rock sul modello dei Weather Report, ma con forti accenti di musica popolare partenopea. Dopo tre album di successo, quello omonimo del 1975, "Mattanza" del 1976 e "Qualcosa ca nu' mmore" del 1978, il gruppo si disunisce, ma James Senese continua la sua ascesa artistica, per tutti gli anni Ottanta, militando nel gruppo di Pino Daniele (memorabile il concerto in Piazza Plebiscito a Napoli, nel 1981, con duecentomila persone presenti, dove oltre a Daniele e Senese, c'erano Tullio De Piscopo, Tony Esposito, Rino Zurzolo e Joe Amoruso), gruppo che poi sarà presente nell'album "Vai mò" di Pino Daniele e più recentemente nel disco, sempre di Pino Daniele, "Ricomincio da 30", pubblicato nel maggio 2008. Sempre negli anni Ottanta , James Senese realizza quattro album di grande spessore musicale, come "James Senese" (1983), "Il passo del gigante" (1984), "Alhambra" (1988, ospite Gil Evans), "Hey James" (1991). Ma, tornando a Napoli Centrale, negli anni '90 James Senese decide di ricostituire il gruppo (con Agostino Marangolo alla batteria, Gigi De Rienzo al basso e Savio Riccardi alle tastiere), incidendo nuovi album: "Jascealla'h" (con Lester Bowie e Don Moye) e 'Ngazzatenire" rispettivamente del 1992 e 1994, "Zitte! Sta venenn' 'o mammone" del 2001 e "Pajsà" del 2007. Senza dimenticare i cinque album da solista, realizzati negli ultimi tre lustri, che lo hanno visto protagonista della scena musicale partenopea e nazionale: da "Sabato Santo" del 2000, a "Passpartù" del 2003, da "Tribù e passione" sempre del 2003, a "Je sto ccà" del 2005, fino a "E fernuto 'o tiempo" del 2012, anno in cui è uscito anche il disco + libro "Naples Power" prodotto da Free-d Music e distribuito da Universal, con il patrocinio del comune di Napoli e la partecipazione di 50 tra i maggiori artisti e scrittori napoletani. Così lo scrittore Peppe Lanzetta ha definito James Senese nel libro allegato al disco: "Non c'è musicista in Italia che abbia sullo strumento sax la magia e la follia sua. E' uno, cento, mille, sospeso fra Gato Barbieri e Wayne Shorter ma poi vola di più?". Auguri James e continua volare sempre più in alto!

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