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Larry Nocella lives! Lindimenticato sax maudit del jazz

Napoli - "L'Arte sola – disse il poeta Mallarmè - è la garanzia dell'immortalità", la stessa che ha permesso al sound intimo e profondo del sassofonista campano Larry Nocella di rimanere ancora vivo e presente nella storia del jazz, ancora...

"L'Arte sola - disse il poeta Mallarmè - è la garanzia dell'immortalità", la stessa che ha permesso al sound intimo e profondo del sassofonista campano Larry Nocella di rimanere ancora vivo e presente nella storia del jazz, ancora oggi, a distanza di 25 anni dalla sua morte, avvenuta a Torino il 10 maggio 1989, a soli 40 anni, nella città che lo aveva visto crescere artisticamente e dove fu fondato, a sua memoria, il "Larry's Club". Nelle note di copertina del disco "Heverything happens to me", pubblicato nel 1981 per l'etichetta Red Records a nome di Larry Nocella, Dannie Richmond, Cameron Brown, Bob Neloms, l'autore Luigi Villa Fredi scrive che il sassofonista campano "appartiene a quella schiera di artistes maudits la cui vocazione al cupio dissolvi sembra essere un dato ineliminabile".
E proprio come per altri "artistes maudits" della musica, i giusti riconoscimenti alla sua arte, alle sue indubbie qualità musicali, sono arrivati post mortem, perché in vita non ebbe il successo che meritava, non fu sempre apprezzato, su di lui circolavano soprattutto giudizi negativi, io stesso ne sono testimone, ricordo quella volta che l'ascoltai in quartetto (con un giovane e "folto" Salvatore Tranchini alla batteria) al Jazz Club Lennie Tristano di Aversa, era il 14 marzo 1987, dove più di tutto mi colpì e tuttora è rimasto impresso nella mia mente il fatto che di lui non se ne parlava affatto bene?... Certo, c'è anche da dire che Larry Nocella aveva un caratterino non facile, anzi problematico, tanto scherzoso quanto pungente, diceva tutto quello che pensava senza peli sulla lingua, era uno di quelli - come ha detto uno dei suoi più accaniti estimatori, il pianista Luigi Bonafede - uno "fuori dal coro". Napoli fu la città fulcro della sua prima esperienza e formazione musicale jazz, da giovanissimo era entrato al Conservatorio di S.Pietro a Majella, in virtù del fatto che era dotato di orecchio assoluto e poi perché aveva a lungo militato nella banda del collegio dove era entrato in tenerissima età e dove aveva imparato a suonare prima il tamburo, poi il trombone a pistoni e dopo il clarinetto, per poi passare definitivamente al sax tenore, a diciotto anni, regalatogli dalla madre e con il quale iniziò a suonare nei night club napoletani di Bagnoli, frequentati dagli americani della base militare di stanza a Napoli. E' qui che scopre il suo primo idolo del sax, Sonny Rollins, comprò un suo disco, poi un altro di Charlie Parker, Gerry Mulligan, Buddy De Franco e John Coltrane. E' l'inizio ufficiale della sua carriera da jazzista. Nella città partenopea era approdato da Battipaglia, in provincia di Salerno, dove era nato il 18 dicembre 1949, città natale che due anni fa gli ha dedicato una moderna sala prove comunale realizzata presso il Centro Sociale; un'iniziativa encomiabile e un giusto riconoscimento all'artista Larry Nocella, così esaltato nell'occasione del taglio del nastro dal primo cittadino Giovanni Santomauro: «In tempi di crisi come questi, davvero difficili, la musica, le passioni, rappresentano un potente mezzo per non perdere la fiducia nei propri sogni, nel futuro». Un' altra città vitale per la crescita artistica di Larry Nocella fu Milano, dove arrivò nei primissimi anni Settanta, anche se il primo impatto non fu felice, tant'è vero che dopo poco tempo, approfittando di un ingaggio ottenuto con un'altra orchestra da ballo, si trasferì a Torino dove ebbe modo di suonare spesso allo Swing Club; è qui che il mitico batterista Kenny Clarke, di passaggio per una serie di concerti in Italia, una sera lo ascoltò e rimase colpito dal suo sound, tanto da invitarlo a Parigi per suonare insieme a lui, invito che Larry prese al volo rimanendo nella capitale francese per circa un anno, dove suonò con jazzisti di fama come Jimmy Gourley, Eddie Louiss, Robin Kenyatta, Frank Wright e, tra gli altri, conobbe anche Ben Webster prima che questi morisse di lì a poco. Poi, purtroppo, in seguito ad una vicenda legata alla droga, fu espulso dalla Francia e ritornò a suonare al Capolinea di Milano, stavolta però accolto in maniera diversa da quella precedente, con più favore. Fu un periodo musicale intenso per la sua maturità musicale, come ha ricordato più volte uno dei suoi partners abituali del jazz club milanese, il pianista Luigi Bonafede, che da Larry ricevette una forte influenza artistica, come lui stesso ha ammesso in diverse occasioni. Tra gli altri musicisti di allora c'erano anche Sergio Rigon, Giorgio Pillot, Lucio Terzano, Pellegatti, Prina, Furio di Castri, Tullio De Piscopo, i fratelli Tonolo, Franco D'Andrea, Mario Rusca, ed altri ancora. "Nella vita artistica - disse una volta Rusca - non ricordo di aver incontrato un talento così" (Nocella partecipò anche ad un suo disco, "Recreations in jazz del 1976). A Milano il sassofonista campano incise anche il suo primo disco (rarissimo da trovare) dal titolo "No Secret", il 13 ottobre 1977, per l'etichetta Harmony, un disco arrangiato e prodotto da Vince Tempera e Angel Arienti, con un gruppo di musicisti di prima classe come lo stesso Arienti alla chitarra, Vince Tempera alle tastiere, Julius Farmer al basso e Tullio De Piscopo a batteria e percussioni. Quest'ultimo fu uno dei suoi più fraterni amici, aveva una grande stima e un vivo apprezzamento per il talento musicale del sassofonista di Battipaglia, gli fu vicino e lo aiutò in diverse occasioni, registrando assieme anche un bel Live, nel 1980, con il pianista Riccardo Zegna e il contrabbassista Luciano Milanese. Gli anni Ottanta furono anche anni di apertura verso altre strade diverse dal jazz, come quella della collaborazione e la successiva registrazione del disco "Tic & Tac" con il gruppo Area, oppure la partecipazione a tre dischi di Pino Daniele, "Live Sciò", "Ferry Boat" e "Bonne Soirée", o ancora l'incisione fatta con il bluesman Andj J. Forrest, dal titolo "Harmonica Man" (Fonit Cetra, 1981), assieme alla cantante Rossana Casale. Un altro significativo riconoscimento postumo alla figura di Larry Nocella è arrivato nel 1998 da parte dell'Associazione Siena Jazz, una delle sue più importanti istituzioni musicali, sia a livello nazionale che internazionale, con la pubblicazione di un CD dal titolo "Larry Nocella & friends live volume 1″ dove compaiono brani registrati tra Milano, Napoli e Torino del periodo 1977-1989, accompagnato da jazzisti di prim'ordine quali, tra gli altri, Franco D'Andrea, Piero Leveratto, Massimo Urbani, Valerio Silvestri, Luciano Milanese, Luigi Bonafede, Tullio De Piscopo. Senza dimenticare il prezioso libro, in formato piccolo, a cura di Carlo Verri e Silvano Arcamone, dal titolo "Qualunque cosa mi accada" - In ricordo di Larry Nocella - (Stampa Alternativa, 1997) prodotto oltre che dall' Associazione Siena Jazz, anche dalla Sisma (Società Italiana per lo Studio della Musica Afroamericana) e dall'Associazione Culturale Larry Nocella, che rappresenta un sincero omaggio al sassofonista di Battipaglia. E grazie proprio ad uno dei suoi autori, Carlo Verri, ho avuto il piacere di ascoltare il disco e l'emozione di leggere il libro, pieno di testimonianze di jazzisti e amici (tanti) che ne hanno sottolineato le sue grandi doti musicali e umane. Come quella della cantante Tiziana Ghiglioni, con la quale Larry partecipò al suo primo disco "Lonely Woman", "?.ho un ricordo molto chiaro del suo splendido sound, caldo, potente e sicuro, del suo senso ritmico spiccato, del suo talento jazzistico "assoluto", una figura di grande fascino, di spessore musicale che tutti, soprattutto i giovani, dovrebbero conoscere e apprezzare?"

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