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Si presenta 'Caro Francesco. 25 donne scrivono al Papa'

Caserta - "Caro Francesco – 25 donne scrivono al Papa" raccoglie le lettere, le storie, le aspirazioni e gli appelli di 25 donne: donne di diversa sensibilità culturali, alcune sconosciute altre "famose" come la scrittrice Dacia Maraini scrivono a...

"Caro Francesco - 25 donne scrivono al Papa" raccoglie le lettere, le storie, le aspirazioni e gli appelli di 25 donne: donne di diversa sensibilità culturali, alcune sconosciute altre "famose" come la scrittrice Dacia Maraini scrivono a Papa Francesco per parlare della chiesa e delle donne, della giustizia, della pace, dell'ambiente, del mondo che vogliamo costruire e in cui vogliamo vivere.
C'è un filo rosso che unisce e costutuisce la trama di questo dialogo che il mondo delle donne italiane desidera aprire con il vescovo di Roma sotterraneo e profondo e questo filo nasce a sud, a Caserta nella condivisione ideale, spirituale e nell'amicizia tra il vescovo Raffaele Nogaro, il prof. Sergio Tanzarella, docente di Storia del Cristianesimo e direttore editoriale dell'editrice "Il Pozzo di Giacobbe" e suor Rita Giaretta con la comunità Ruth: attorno a queste persone, da sempre impegnate per la tutela dei diritti soprattutto dei più deboli, sono nate le prime parole delle 25 che compongono l'indice del libro: ambiente, armi, periferia, poveri, nonviolenza, pace?
Secondo il vescovo Raffaele Nogaro "Valorizzare la donna anche nel governo della Chiesa non è una questione di democrazia. E' una realtà di fede. Una presenza esplicita e responsabile della donna sarebbe una vera promozione per la Chiesa. Non si chiede un nuovo esercizio del potere. Gesù lo respinge con radicalità. E' precisamente nuova realtà di diaconìa: zelante, attenta, ma anche tenerissima, com'è quella delle donne. E' precisamente una questione d'amore"

Marco Tosatti su Vaticaninsider - La Stampa così recensisce il volume: "Sono lettere italiane: e infatti c'è chi parla al Papa di "una terra difficile, la tristemente nota 'terra dei fuochi', balzata alla ribalta relativamente da poco rispetto ai decenni da cui perdurano i mali che hanno avvelenato le nostre vite e le nostre coscienze e che noi abitanti di queste zone, ci portiamo tutti addosso. Una terra in cui la speranza deve alimentare le nostre vite, per non farci chiudere gli occhi e il cuore di fronte a quanto è accaduto e continua ad accadere", scrive Titti, dalla Campania. Che è impegnata nella cooperativa sociale "Newhope" per donne immigrate vittime della tratta degli esseri umani. Un varietà di interventi molto ampia; si va da temi generali - pace, poveri, non violenza, ambiente - a situazioni particolari, come quelle affrontate da una religiosa, Maria Stella, delle Sorelle Stimmatine delle Comunità Inserite, che lamenta una decisione del governo del suo ordine, avvalorato dall'appoggio delle autorità centrali della Chiesa, che ha portato, scrive, all'esilio di 17 sorelle, "dopo cinquanta, quaranta, trent'anni di appartenenza per ver detto no a un'obbedienza sotto minaccia di monizione canonica. Cerchiamo di continuare a vivere nell'esilio e con tutta la relativa precarietà, grazie anche a un irrobustito legame fraterno e con l'aiuto dell''Alto' e del 'Basso', la dinamica fedeltà della 'prima ora'".
In allegato: la copertina del volume e l'invito per l'incontro di domani e alcune foto della presentazione di domenica scorsa al Salone del Libro in cui le donne-autrici del volume hanno lanciato insieme a Dacia Maraini anche da Torino la campagna #bringBackOurGirls per la liberazione delle ragazze sequestrate in Nigeria

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