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Rosaria Capacchione presenta Lo Spallone di Fabrizio Capecelatro

Caserta - Dopo Franco Roberti, Gigi Di Fiore, Nando Dalla Chiesa, Arnaldo Capezzuto, Don Antonio Loffredo, Peter Gomez e Piero Colaprico (qui i video), un altro simbolo dell'anticamorra presenta "Lo Spallone - Io, Ciro Mazzarella, re del...

Dopo Franco Roberti, Gigi Di Fiore, Nando Dalla Chiesa, Arnaldo Capezzuto, Don Antonio Loffredo, Peter Gomez e Piero Colaprico (qui i video), un altro simbolo dell'anticamorra presenta "Lo Spallone - Io, Ciro Mazzarella, re del contrabbando" (QUI IL BOOKTRAILER). La giornalista e senatrice Rosaria Capacchione commenterà il libro-intervista insieme all'autore Fabrizio Capecelatro sabato 15 marzo, alle ore 18.30, alla libreria La Feltrinelli di Caserta (Corso Trieste, 154).
«Non mi sono mai pentito perché ho troppa dignità di me stesso e non ho mai creduto che i valori dello Stato potessero essere meglio dei miei», è uno dei passaggi del libro-intervista Lo spallone di Fabrizio Capecelatro (Mursia, pagg. 118; euro 14. Prefazione di Peter Gomez) in cui Ciro Mazzarella si racconta aprendo uno squarcio inedito sul mercato illegale delle sigarette e inaugurando un nuovo dibattito sulle trasformazioni che ha avuto la camorra nell'ultimo decennio.
Mazzarella racconta i suoi inizi nell'immediato Dopoguerra, esordio che lo porterà alla costruzione di un vero e proprio impero illegale: 200 miliardi di lire di giro d'affari, per un profitto netto di oltre 6 miliardi mensili. La storia di Mazzarella - che dopo la caduta del Muro di Berlino esporta il suo impero in Svizzera progettando di aprire un marchio di tabacchi legale - si incrocia inevitabilmente con la guerra di camorra, con il patto con Cosa nostra e l'avvento dei colletti bianchi e della finanza criminale. Ferito in un attentato nel 1981, arrestato più volte, mai pentito, Mazzarella vive oggi in regime di sorveglianza speciale nella sua casa di Napoli, rifiuta l'epiteto di boss di camorra con il quale lo indicano i magistrati e riserva per se quello di "guappo", portatore di valori che non coincidono con quelli dello Stato

«Ho scelto di approcciare Ciro Mazzarella - spiega Fabrizio Capecelatro - con la voglia di verità di chi vuole individuare i responsabili di quella necessità che si avverte a Napoli e in tutto il meridione della presenza di un guappo, così come egli ama definirsi al posto di boss». Ma poi l'autore chiarisce: «Non voglio assolutamente concedere attenuanti alla camorra o giustificare la criminalità organizzata, bensì vedere alla sbarra tutti coloro che hanno creato i presupposti perché la criminalità potesse nascere, organizzarsi e radicarsi nel territorio».
E la scelta di Fabrizio Capecelatro è risultata vincente se un giornalista autorevole come Peter Gomez nella prefazione al libro ha scritto: «L'importanza del libro di Capecelatro sta nel voler e nel saper raccontare il mondo criminale con gli occhi dell'altra parte. Con gli occhi del mariuolo. Non con quelli freddi della guardia. O quelli, spesso ipocriti, della gente dabbene che pubblicamente schifa il criminale e poi in segreto si rivolge a lui per acquistare sigarette, droga, per scommettere in nero o andare a caccia di prostitute».Nel libro di Capecelatro la storia dello Spallone scorre in parallelo a quella del contrabbando che sta conoscendo negli ultimi anni una nuova fortuna: a livello mondiale sono circa 660 miliardi le sigarette illegali in circolazione, di fatto la terza azienda del settore. Nella sola Italia il 10% delle sigarette è illegale, con un danno stimato di oltre 2 miliardi di euro annui per le casse dello Stato. Con il fenomeno del contrabbando tradizionale cresce anche quello delle sigarette contraffatte (secondo la Philip Morris International l'80% delle sigarette sequestrate è contraffatto). Il motivo lo spiega lo Spallone a Capecelatro: «Dopo il petrolio, sono le sigarette a far girare l'economia mondiale: in fumo si bruciano un sacco di soldi».

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