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Il Museo che vorrei, Buzzi annuncia rivoluzione sul prezzo dei biglietti

(Roma) La Direzione Generale per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale ha presentato i risultati della consultazione pubblica "Il Museo che vorrei": un questionario necessario a comprendere le esigenze degli italiani in fatto di servizi...

(Roma) La Direzione Generale per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale ha presentato i risultati della consultazione pubblica "Il Museo che vorrei": un questionario necessario a comprendere le esigenze degli italiani in fatto di servizi offerti dai principali musei statali.La consultazione si è svolta attraverso la messa a disposizione di un questionario, on-line dal 21 novembre 2012, presente sul sito della valorizzazione, a cui hanno potuto accedere gli utenti, per un massimo di quindici giorni.
"Il primo obiettivo - ha spiegato il direttore generale Anna Maria Buzzi - è stato tarare la domanda, sapere che cosa si aspettano gli utenti che entrano nei luoghi culturali. Inoltre è importante capire quali mancanze o lacune avverte chi nei musei non entra neppure".
Al termine della consultazione sono stati registrati 14.816 accessi per 7.043 questionari compilati, da cui è emerso che i risultati ottenuti non mostrano evidenti cambiamenti rispetto a quelli effettuati due anni fa.Un dato interessante ha svelato che i maggiori consumatori culturali sono le donne con il 60,07% contro un misero 39,34% degli uomini.Il rapporto qualità-prezzo offerto dai musei statali ha rivelato che il 75,96% degli italiani ritiene sia giusto pagare un biglietto di ingresso nei luoghi della cultura statali, un numero estremamente significativo che sottolinea la volontà degli italiani nel mantenere il patrimonio culturale.

Questo risultato è in linea con il successivo: alla domanda "ritiene che il prezzo del biglietto sia mediamente adeguato a quanto è offerto in termini di proposta culturale?", il 42,25% ha risposto di sì, contro un 56,92% che ha risposto negativamente, sottolineando inoltre, nelle successive risposte, una carenza nei nostri siti culturali di servizi come pannelli esplicativi, percorsi di visita, orari di visita che non consentono una fruizione abituale dei luoghi culturali.
Quasi l'85% degli italiani ha espresso la necessità di prolungare l'orario di visita che vada dalle 20 alle 22 (41%) e fino alle 24 (44%), mentre la fascia dalle 16.00 alle 19.00 rimane la preferita con un 73% di consensi. "Una fascia di popolazione che vogliamo recuperare - ha aggiunto il direttore generale - sono i giovani, che purtroppo risultano ancora poco attratti dalle iniziative culturali".

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