Cultura

In scena al Civico 14 un atto unico in memoria di Paolo Borsellino

Caserta - Il 19 luglio 1992 veniva ucciso nella strage di via D'Amelio l'ultimo, indiscusso eroe nazionale: Paolo Borsellino. Un atto unico scritto e diretto da Emanuela Giordano per le due giovani attrici Claudia Gusmano e Laura Rovetti...

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Il 19 luglio 1992 veniva ucciso nella strage di via D'Amelio l'ultimo, indiscusso eroe nazionale: Paolo Borsellino. Un atto unico scritto e diretto da Emanuela Giordano per le due giovani attrici Claudia Gusmano e Laura Rovetti, ricorda una delle pagine più oscure della nostra storia nazionale. In scena, due donne non solo gettano luce sull'atroce "strage di Stato" che ha spezzato la vita di un simbolo della lotta alla mafia ma, al di là del tempo del teatro, permettono alla nostra coscienza di porsi molteplici interrogativi sul valore della memoria: i ragazzi nati nell'anno della strage sanno perché e in nome di cosa è morto Paolo Borsellino? È più frequente, oggi, voler sapere o voler ignorare, stare dentro o stare fuori la storia? Quanto tutto ciò che ci indigna a parole è condizionato dal nostro continuo abdicare nei fatti?
Ci posso offrire qualche cosa, in scena al Teatro Civico 14 di Caserta sabato 6 aprile e domenica 7 aprile , è un racconto teatrale sorprendente in cui tutto diventa vero, umano, possibile. Attraverso una capacità rara di sentirsi in scena, di entrare in simbiosi e di giocare di contrappunto, le due protagoniste sviluppano ogni tessitura interpretativa, compresa l'ironia e la comicità che scaturiscono a volte in situazioni umane disperate.
Due ragazze, quasi coetanee. Lina è figlia di un killer di mafia, è nata quando il padre, affascinato dalla personalità di Paolo Borsellino, si è pentito. È vissuta barricata in casa, isolata dal mondo, eppure sa e desidera raccontare cose che pochi sanno (e che nessuno vorrebbe sapere). Pia ha avuto, fin'ora, una vita quasi normale, sostenuta da alcune certezze: il lavoro di maestra conquistato a fatica, l'amore per i due figli piccoli che cresce senza un marito. Il desiderio di liberarsi dall'enorme peso delle verità scomode, estreme, spinge Lina a sequestrare Pia nel suo appartamento. Tra minacce e cerimoniose offerte di cibo l'incontro tra Lina e Pia assomiglia all'avvicinamento di due animali impauriti, sospettosi l'uno dell'altro. L'incontro delle due, il dipanarsi della trama, di rivelazione in rivelazione, di sospetto in sospetto, rende l'atmosfera tesa, fino al riso. Eppure si insinua il dubbio che tutto ciò che veniamo a scoprire non sia altro che una verità che già conosciamo e che ci esercitiamo a dimenticare ogni giorno, quella di un Paese ancora scosso da misteri irrisolti e che ci impediscono di ritrovare una verità ed un'identità nazionali.

Il Progetto è dedicato a Paolo Borsellino e agli eroi uccisi dalla mafia e dal crimine organizzato, ed è stato realizzato grazie al contributo di testi e documenti inerenti alla storia d'Italia degli ultimi trent'anni.
"Questa commedia - spiega Emanuela Giordano - parte da una domanda che ne ha partorito tante altre: come possiamo noi, cittadini qualunque, partecipare agli eventi della Storia ? Siamo in grado, come individui, di determinare un qualche minimo ma sostanziale cambiamento? Abbiamo la possibilità di intervenire con una scelta, estrema, coraggiosa o ineluttabile sul destino della nostra società? Se chiamati da qualcuno che pretende il nostro aiuto, un aiuto che ci può costare molto, come reagiamo? Cosa siamo disposti a sacrificare? E perché dovremmo sacrificarci? In nome di quale solidarietà umana? In nome di quale ideale che ci accomuna? C'è un'ideale che ci accomuna? Quanto siamo disposti a rischiare per amore di una "verità "di cui nessuno pare abbia bisogno? L'atto eroico, nella nostra società occidentale, ha ancora un senso? Non siamo vissuti nella cultura della dimenticanza? Ma non basta? Un atto eroico prevede una verità da difendere. Di quale verità possiamo essere certi? Di chi possiamo veramente fidarci oggi? Chi può essere ritenuto veramente in buona fede? In una società dove gli interessi personali, l'esibizionismo e la delazione sono una regola chi può credere in chi? La freschezza ironica del duo Rovetti/Gusmano o Gusmano/Rovetti mi ha permesso di sviluppare un racconto teatrale assolutamente poco enfatico, tutto diventa vero, umano, possibile. Così possibile che, forse, non ci resta che ridere".

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