La 'Trilogia del dollaro' di Sergio Leone restaurata torna nei cinema [video]

(Bologna) La Trilogia del dollaro torna nei cinema nella versione restaurata dalla Cineteca di Bologna, nell'ambito del progetto 'Il Cinema Ritrovato al cinema. Classici restaurati in prima visione' Per un pugno di dollari è il primo dei tre...

(Bologna) La Trilogia del dollaro torna nei cinema nella versione restaurata dalla Cineteca di Bologna, nell'ambito del progetto 'Il Cinema Ritrovato al cinema. Classici restaurati in prima visione' Per un pugno di dollari è il primo dei tre appuntamenti nelle sale con la Trilogia del dollaro in versione restaurata: Per un pugno di dollari, dal 19 giugno; Per qualche dollaro in più, dal 3 luglio; Il buono, il brutto, il cattivo, dal 17 luglio. Nell'ambito del progetto 'Il Cinema Ritrovato al cinema.
Cinquant'anni fa usciva "per un pugno di dollari", capolavoro di Sergio Leone interpretato da Clint Eastwood e Gian Maria Volontè. Per festeggiare la ricorrenza, la cineteca di Bologna, la Unidis Jolly Film e la famiglia Leone hanno restaurato la pellicola, che verrà proiettata nelle sale dal 19 giugno. E le sorprese non finiscono qui perché durante la lavorazione sono venuti a galla numerose clip mai viste prima: immagini del regista romano sul set, la vita degli attori tra un ciak e l'altro e qualche curioso errore di scena.
Così Christopher Frayling su "Per un pugno di dollari: "In un certo senso, Sergio Leone sentiva che Hollywood non sapeva più creare la magia che lo aveva incantato da giovane. I western erano diventati troppo convenzionali e verbosi . Leone intuiva che le vecchie favole stavano svanendo e sentiva che "non sarebbe stato possibile rimpiazzarle". Si poteva far rivivere l'incanto concentrandosi su dettagli convincenti, facendo uno sforzo per mantenere la favola il più possibile realistica, sottolineando l'imprevedibilità, accentuando "lo spettacolo" e creando un eroe in sintonia con i tempi. Ed era affascinato dal meccanismo che permette al cinema di proporsi come moderna forma di mito. Da Per un pugno di dollari in poi, Leone vuole farci credere alle sue favole e fa di tutto perché ciò avvenga, ma nel contempo non vuole che ci crediamo. Per prendere le distanze usa l'ironia, l'umorismo e la voce di un personaggio che dice "Mi sembra di giocare agli indiani". Insomma, vuole avere tutto. Sergio Leone faceva film western ambientati in un'altra epoca e in un altro paese, in un passato insieme storicamente accurato e simile a un sogno. Invece di raccontarci le sue storie alla maniera hollywoodiana (come aveva imparato a fare), le abbelliva, trasformava la grammatica del film in una sorta di retorica e generalmente aveva nei confronti del western l'atteggiamento di un manierista alle prese con un soggetto biblico. Una delle caratteristiche salienti del western era il paesaggio, e Leone usò i paesaggi in maniera spiazzante, ora riempiendoli di faccioni ora distanziandosi per lasciarli sorprendentemente vuoti. Piuttosto che invocare i valori morali tradizionali del western, trasformò il genere in un muscoloso carnevale mediterraneo popolato da canaglie e da imbroglioni".

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