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Opera di Roma, Franceschini: Esternalizzazione dolorosa ma necessaria

(Roma) CdA del teatro dell'Opera di Roma ha approvato l'esternalizzazione dell'orchestra e del coro del teatro lirico, che coinvolgerà 182 unità su 460. "E' una decisione dura - ha dichiarato il sindaco Ignazio Marino -, un percorso mai intrapreso...

(Roma) CdA del teatro dell'Opera di Roma ha approvato l'esternalizzazione dell'orchestra e del coro del teatro lirico, che coinvolgerà 182 unità su 460. "E' una decisione dura - ha dichiarato il sindaco Ignazio Marino -, un percorso mai intrapreso prima nel nostro paese ma l'unico che può portare ad una vera rinascita. Potevamo tentare un rattoppo temporaneo senza ambizioni, procedere alla chiusura o, infine, adottare una strategia che puntava a una vera rinascita su un modello già sperimentato in altre Capitali, pur dovendo percorrere la dolorosa strada del licenziamento collettivo. Abbiamo scelto davvero con dolore l'esternalizzazione con licenziamento collettivo, con l'auspicio che questo offra anche agli artisti la possibilità di riunirsi in una associazione e dal primo gennaio, in forma diversa, continuare a fare grande l'Opera di Roma".
Il sovrintendente dell'opera, Carlo Fuortes, ha precisato che "dall'outsourcing di orchestra e coro si stima un risparmio di circa 3,4 milioni; se si organizza tutto nel migliore dei modi, dal 1 gennaio il Teatro potrebbe avere una nuova orchestra e un nuovo coro".
"Bisogna partire da una dato di realtà - ha spiegato infine Giovanna Marinelli, assessore alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica di Roma Capitale - gli sforzi compiuti nel corso di quest'anno per il risanamento dei conti e per il rilancio (si partiva da un buco di 12 milioni) rischiavano di essere compromessi da una situazione di conflittualità e instabilità che è arrivata a determinare la rinuncia del maestro Muti e danni gravissimi economici e di immagine. Il rischio ravvicinato era quello della chiusura integrale, del licenziamento di tutti, della rinuncia ad avere un'Opera a Roma".

"L'esternalizzazione di coro e orchestra decisa dal cda è un passaggio doloroso ma necessario per salvare l'Opera di Roma e ripartire. Il sovrintendente Fuortes ha chiarito bene che i musicisti se vorranno, potranno, come avvenuto da altre parti, dare vita a un'orchestra nuova, basata su relazioni trasparenti, sulla qualità e sull'innesto di giovani talenti, che punti ricostruire con il Teatro un nuovo e diverso rapporto.
Del resto non dimentichiamo che la situazione era diventata talmente insostenibile da costringere pochi giorni fa il Maestro Muti ad andarsene platealmente. Non dappertutto è successo questo e anzi con le stesse identiche regole altre Fondazioni Lirico Sinfoniche, come Scala e Santa Cecilia, all'opposto dell'Opera di Roma, hanno avuto buoni bilanci e ottime relazioni con i musicisti, crescendo di qualità sino a raggiungere i criteri per l'autonomia del decreto che ho firmato proprio ieri".

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