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Da tutta Italia in corteo a Casal di principe per il ventennale dell'assassinio di Don Giuseppe Diana. Napolitano: 'Continuare sua opera'

Casal di Principe - Oltre cinquemila ragazzi delle scuole medie e superiori e della parrocchie della diocesi di Aversa hanno sfilato in corteo a Casal di Principe (Caserta) nel ventennale dell'uccisione del sacerdote don Giuseppe Diana, vittima di...

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Oltre cinquemila ragazzi delle scuole medie e superiori e della parrocchie della diocesi di Aversa hanno sfilato in corteo a Casal di Principe (Caserta) nel ventennale dell'uccisione del sacerdote don Giuseppe Diana, vittima di un agguato della camorra. In testa al corteo uno striscione con la scritta: "Venti di cambiamento". Fra la folla anche il fratello e la sorella del sacerdote, Emilio e Marisa. "Il sacrificio di don Giuseppe - ha detto la donna - non è stato inutile, è servito a innescare il cambiamento ed oggi è un simbolo della lotta alla criminalità". Tra la gente anche il presidente della Commissione bicamerale Antimafia, Rosy Bindi, il prefetto di Caserta Carmela Pagano, don Luigi Ciotti e il coordinamento dei familiari delle vittime innocenti della criminalità. Il corteo, al passaggio davanti alla casa del sacerdote, ha tributato un saluto particolare alla madre, Jolanda, che ha seguito dal balcone il passaggio delle tante persone presenti.
Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in occasione del ventesimo anniversario dell'assassinio di Don Giuseppe Diana, ha inviato al Comitato Don Diana/Libera di Caserta, un messaggio di commossa vicinanza a tutti coloro intervenuti per rendere omaggio alla sua memoria:"La testimonianza che Don Peppino ha reso contro la criminalità camorristica e a favore della legalità e della democrazia, ben consapevole che il suo apostolato lo avrebbe condotto al martirio, è un esempio luminoso di eroico coraggio e di incrollabile coerenza ideale che continua a dare i suoi frutti. Ad esso si sono ispirate negli anni le molteplici realtà associative impegnate per promuovere - nella zona in cui Don Diana operò e in ogni altra insidiata da mafia e camorra - il riscatto economico e sociale, contro ogni pratica di violenza e intimidazione. Occorre proseguire con forza e tenacia l'opera iniziata da Don Diana, nella certezza che con l'aiuto della magistratura e delle forze dell'ordine lo stato di diritto saprà prevalere".

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