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Napoli e il mondo piangono la morte di Pino Daniele. Stroncato da un infarto a 59 anni. Il cordoglio degli artisti italiani

Napoli - E' morto nella sua casa in Toscana, stroncato da un infarto, nella notte tra il 4 e 5 gennaio il musicista di Napoli Pino Daniele. Il prossimo marzo avrebbe compiuto 60 anni. Se ne andato per sempre il nero a metà, l'americano della nuova...

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E' morto nella sua casa in Toscana, stroncato da un infarto, nella notte tra il 4 e 5 gennaio il musicista di Napoli Pino Daniele. Il prossimo marzo avrebbe compiuto 60 anni. Se ne andato per sempre il nero a metà, l'americano della nuova Napoli che sognava di veder passare la nuttata, il mascalzone latino, il Lazzaro felice, l'uomo in blues, il musicante on the road, il neomadrigalista, cantautore che negli anni in cui dominava il messaggio non mise mai in secondo piano la musica, pur avendo ancora cose da dire, e che cose.
La conferma della morte arriva da Ferdinando Salzano, manager del cantautore napoletano: «Purtroppo Pino è morto». Su facebook, nel suo ultimo post, datato 1 gennaio 2015, Pino Daniele pubblica una foto in bianco e nero di una strada buia con il commento che sembra quasi un presagio: "back home... in viaggio per casa".
In tanti, soprattutto artisti, in queste ore stanno ricordando il grande musicista partenopeo. Ecco il commento di Eros Ramazzotti su Instagram: "Anche Pino ci ha lasciato.Grande amico mio, ti voglio ricordare con il sorriso mentre io, scrivendo, sto piangendo. Ti vorrò sempre bene perchè eri un puro ed una persona vera oltre che un grandissimo artista. Grazie per tutto quello che mi hai dato fratellone, sarai sempre accanto al mio cuore. Ciao Pinuzzo.....". Questo il commento di Laura Pausini: "Alla tua famiglia e ai tuoi figli, il mio pensiero e il mio abbraccio. A noi tuoi fan rimani per sempre tu Pino Daniele.Con la tua arte unica.E questa foto, con la mia testa sulla tua spalla (foto postata dalla cantante con la Pausini che canta appoggiata sulla spalla di Pino Daniele ndr) per dirti "grazie".Per avermi permesso di conoscerti da vicino. Per cantare con te e per te.Laura". Il rapper napoletano Clementino sul palco con lui nell'ultimo concerto al Palapartenope lo ricorda così: "Non ci voglio credere...Maestro mio, porterò con me i preziosi consigli che mi hai dato , terrò custodito con cura quel regalo che mi hai fatto così le parole delle tue canzoni saranno trasmesse da generazione in generazione ancora di più ...Terrò vivo il tuo ricordo nella mia musica...per sempre...Ora riposa in pace Zio Pino ! By quel "disgraziato mascalzone" come mi chiamavi tu".
Nato a Napoli il 19 marzo 1955, chitarrista autodidatta, Pino Daniele si esercitò dapprima nei suoi studi di chitarra classica, per poi dedicarsi negli anni '70 al Blues e Latin Jazz. La tradizione musicale e culturale napoletana influenzò fortemente la sua musica conferendole quel preciso carattere di fusione tra tradizione e modernità, già presente nel suo primo album "Terra Mia" (1977) e nel successivo "Pino Daniele" (1979). La popolarità giunge nel 1980 con l'album "Nero a Metà" che da vita alla nuova canzone napoletana: una melodia tipicamente mediterranea. Nel 1981 esce l'album "Vai Mo'" e l'anno seguente Pino Daniele indirizza i suoi esperimenti musicali verso una forma di "musica internazionale" decisamente avanti rispetto al suo tempo, con il risultato di "Bella 'mbriana" (1982) che da' inizio a collaborazioni internazionali con ospiti quali Alphonso Johnson e Wayne Shorter, recuperando contemporaneamente frasi e personaggi dimenticati della tradizione partenopea.
L'ultimo concerto nella sua Napoli il 16 e il 17 dicembre scorso. E' stato protagonista del sesto appuntamento di "Canzone", speciale dedicato alla grande musica italiana andato in onda martedì 30 dicembre in seconda serata su Rai 1 (dalle ore 22.40).

Un'ora di racconto tra musica e parole con cui il cantautore e musicista svela come è nato "NERO A METÀ" (1980), l'album della consacrazione per Pino Daniele, simbolo di quel sound inconfondibile, tra sonorità blues, rock, jazz e l'immancabile tradizione napoletana, che è diventato il suo marchio di fabbrica in Italia e all'estero. Protagoniste le canzoni più belle di Pino, da "Quanno chiove", al brano che dichiara la sua passione di sempre, "A me me piace 'o blues", da "I Say I' Sto Ccà" a "Nun me scuccià": grandi classici che all'epoca definirono un nuovo stile musicale e che ancora oggi risultano di sorprendente freschezza.
Ad aneddoti e racconti inediti dell'artista sulle sue tante collaborazioni con i grandi della musica italiana e internazionale, si sono alternate alle immagini della data di "NERO A METÀ" tenuta il 13 dicembre scorso a Roma. Una serie di concerti che ha visto Pino Daniele salire sul palco delle principali città italiane con uno spettacolo che racchiude tutta la sua storia musicale e l'identità di suono che ha caratterizzato il suo percorso artistico e che ora, alla luce delle drammatiche e tristi notizie, diventa un vero e proprio testamento musicale. Insieme a Pino la band composta dai musicisti che parteciparono alle registrazioni dello storico album "NERO A METÀ": Gigi De Rienzo (basso), Agostino Marangolo (batteria), Ernesto Vitolo (piano, tastiere ed organo) e Rosario Jermano (percussioni), gli amici Rino Zurzolo (contrabbasso) ed Elisabetta Serio (piano) e con la partecipazione straordinaria di due musicisti che hanno arricchito e stimolato il percorso artistico di Pino: Tullio De Piscopo alla batteria e James Senese al sax.

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