Martedì, 15 Giugno 2021
Cultura

Ritrovato un mascherone in pietra del Settecento

Santa Paolina - Il ritrovamento è avvenuto nei giorni scorsi, ad opera di Isacco Luongo, su suggerimento della Signora Elena Gnerre-Stanziale, titolare assieme al figlio Emilio, di una macelleria sita nel centro storico del paese. – Cosi descrive...

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Il ritrovamento è avvenuto nei giorni scorsi, ad opera di Isacco Luongo, su suggerimento della Signora Elena Gnerre-Stanziale, titolare assieme al figlio Emilio, di una macelleria sita nel centro storico del paese. - Cosi descrive i fatti lo stesso Isacco Luongo - La mattina del 12 dicembre, mi trovavo lungo la confluenza del vallone Iannaci, che nasce a Capo d'acqua e scorre lungo il monte S. Felice; il torrente attraversa la località detta "Ponticiello" e incontra il vallone Pietralola in una gola a base pianeggiante detta "Le fontanelle". Questa località oggi abbandonata, sita nei pressi "a valle" di Piazza Principe di Piemonte, è un luogo della memoria, - ed ero sul posto per scattare delle foto d'interesse storico. - Desidero ricordare che, quella località era il cuore pulsante del paese. - Una volta, già alle prime luci di dell'alba dorata che riempiva di luce quella vallata dolcemente abbracciata a nordovest dal monte San Felice; - s'incontravano le lavandaie, che scendevano lungo ripide scale marmoree, con in testa grosse ceste di vimini cariche di panni da lavare; e coi loro canti arricchivano di suoni soavi le loro faticose mattinate. - Come appena detto, nulla fa più ricordare quel passato non troppo lontano. Ma quel luogo aperto a sud-est, sul cui sfondo domina il monte Toro (di Chiusano), ebbe anche altri nomi e fu anche indicato nei vari registri parrocchiali delle anime a partire dall'anno 1600, con l'appellativo di "Campofreddo". Questo stesso toponimo viene indicato anche nel libro di Monsignor Michele Musto a pag. 135 al punto n. 9. - Altre considerazioni sulla storia del paese saranno fatte nel libro di prossima pubblicazione. Ma torniamo al presente, mentre ero lì, di fronte vedo la Signora Elena, lei è un'icona di quel periodo storico recente, e ricorda con vivi dettagli quel Novecento che l'ha vista fin da bambina indaffarata per le vie del paese. Così, senza troppi giri di parole, lei vedendomi interessato alla storia, mi conduce sul luogo dove si trova il reperto, nella terra di sua proprietà; e desidero per completezza indicare le coordinate catastali. - (Mappa di Santa Paolina - Foglio 3, allegato A; Part., n. 661) - Dopo vari giorni, passati a confrontare la foto della fontana con altri reperti fotografici di altri siti; prendo la decisione di recarmi di persona presso gli uffici dei della Soprintendenza dei Beni Culturali di Avellino e Salerno. Così, il 19 dicembre, arriva la conferma definitiva, si tratta di materiale d'interesse sia artistico che storico. - A dirlo è il Dott. Giuseppe Muollo della Soprintendenza dei Beni Culturali, il reperto, detto in termini spiccioli, è databile nell'intervallo che va dalla fine del 1600, fino alla prima metà del 1700. - Chiaramente si tratta di un riutilizzo, quindi è sicuramente precedente rispetto alla fontana in muratura fatta di pietre da taglio e ciottoli con pianta quadrangolare in cui si trova incastrato. Assieme al mascherone figura un altra pietra di forma cubica, forata nella retta perpendicolare al baricentro con un visibile decoro a forma di croce, posta più in basso; con funzione di scolo per pulire la vasca, oppure era un abbeveratoio per animali da cortile. Si tratta dunque di una fontana a doppia vasca, l'una risulta sovrapposta all'altra come fossero due scalini adiacenti. Le due vasche di buona capienza, si presentano con fronte quasi ortogonale al ruscello, ed hanno una forma complessiva "quasi-quadrata" che costituisce la pianta di base; la stessa approssimativamente misura circa 3 metri per ogni lato. Le vasche poste su piani diversi sono profonde circa 1,3 metri. Il "mascherone" sembra tuttavia raffigurare la testa di un milite, con occhi semi aperti; la fronte prominente sembra un elmo da cavaliere. I zigomi ad entrambi i lati sono percorsi da un cordoncino di pietra, il naso ha subìto un trauma, la bocca fungeva da orifizio per per la fuoruscita d'uno zampillo d'acqua. - In conclusione, Santa Paolina è un paese con una lunga storia fatta di tradizioni e di artigianato locale, anche di questo parleremo la prossima estate, alla pubblicazione del libro.

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