Mercoledì, 16 Giugno 2021
Economia

Ritardi nei pagamenti ai fornitori, Caserta è nella Top10 delle province meno virtuose

Lo studio di Cribis sui pagamenti delle imprese ai fornitori: Terra di Lavoro guadagna una posizione rispetto a dicembre 2020

Nel primo trimestre del 2021, con il perdurare dell’emergenza Covid-19, i ritardi gravi (oltre 30 giorni) nei pagamenti delle imprese sono aumentati soprattutto in Umbria (+8%), Liguria (+7,1%), Trentino-Alto Adige (+6,1%) e Marche (+5,1%). Sono invece diminuiti in Basilicata (-4,6%), Campania (-1,9%) e Valle d’Aosta (-1,5%). È quanto emerge dallo Studio Pagamenti, aggiornato al 31 marzo 2021 e realizzato da Cribis, società del Gruppo Crif specializzata nella business information.

Con il 23,6% di imprese che pagano alla scadenza i propri fornitori, la Campania è terzultima nella classifica italiana stilata da Cribis, nonostante sia la regione con il maggior incremento di pagamenti puntuali (+7,8%). Diminuiscono (-1,9%) i ritardi gravi ma, malgrado ciò, la Campania è alle spalle di Sicilia e Calabria fra le regioni con il primato negativo di pagamenti con oltre 30 giorni di ritardo. Fra le province campane, Benevento (-4,5%), Napoli (-3,7%) e Caserta (-3,4%) fanno segnare un decremento dei ritardi gravi; Benevento e Napoli sono inoltre quelle con l’aumento più elevato di pagamenti puntuali (rispettivamente +8,9% e +8,7%). Nella classifica delle province, in regione la migliore è Benevento (77°), seguita da Avellino (79°), Salerno (87°), Napoli (92°) e Caserta (101° e settima in assoluto fra le province italiane meno virtuose). A confronto con lo scorso dicembre, Napoli guadagna 3 posizioni, Salerno, Benevento e Avellino 2, Caserta una.

ritardi pagamenti campania cribis-2

Le ripercussioni dell’emergenza sanitaria sono particolarmente evidenti in quelle province dove, rispetto all’ultimo trimestre del 2020, le imprese fanno rilevare un sensibile incremento dei pagamenti oltre i 30 giorni: Imperia (+21,1%), Sondrio (+15,8%), Rieti (+15,8%), Trieste (+12,6%), Savona (+12,5%), Rimini (+10,1%), Grosseto (+9,1%), Fermo (+9%), Belluno (+8,1%), Perugia (+8,1%). Le aziende italiane che pagano puntualmente clienti e fornitori rappresentano il 36,5% del totale, un dato superiore del 4,6% rispetto a quello dello stesso trimestre nel 2020, quando l’emergenza Covid-19 era appena iniziata, mentre le imprese che effettuano i pagamenti in grave ritardo sono il 13,1% (+23,6% rispetto a fine marzo 2020). Il Nord Est si conferma l’area geografica più affidabile, con il 44% dei pagamenti regolari, mentre il Sud e Isole sono le zone dove le imprese incontrano maggiori difficoltà: solo il 24% delle aziende, infatti, rispetta i tempi di pagamento. Ai vertici del ranking regionale dei pagamenti puntuali troviamo Lombardia (45,6%) ed Emilia-Romagna (44,8%), seguite da Veneto (44%), Marche (42,9%) e Trentino Alto Adige (42,7%). In ultima posizione la Sicilia, dove solo un’impresa su 5 adempie nei termini i propri obblighi di pagamento (20%), e che è preceduta da Calabria (20,9%) e Campania (23,6%).

ranking regionale cribis-2

Sicilia, Campania e Calabria si aggiudicano inoltre il primato negativo per quanto riguarda i pagamenti oltre i 30 giorni, rispettivamente con il 23,1%, il 22,8% e il 20,5%. A livello provinciale, la più virtuosa è Brescia che torna in vetta alla graduatoria nazionale, seguita da Sondrio, Bergamo, Lecco e Trento. In coda alla classifica regionale resta Trapani, preceduta da Reggio Calabria, Crotone, Palermo e Siracusa. Le province che rispetto alla fine del 2020 hanno guadagnato più posizioni nel primo trimestre dell’anno sono Oristano (dal 78 al 70), Torino (dal 48esimo al 42esimo posto), Parma (da 28 a 24) e Taranto (da 88 a 84). Quelle che hanno perso più terreno sono state, invece, nell’ordine Rieti (dal 71esimo posto al 78esimo), Pescara (da 82 a 88) e Teramo (da 63 a 68). Le microimprese, con il 38,5% di pagamenti alla scadenza, sono le più virtuose ma registrano anche la maggiore quota di ritardi gravi (14%, a fronte del 9,7% delle piccole, del 6,8% delle medie e del 6,3% delle grandi). Per quanto riguarda i settori, rispetto a dicembre 2020 il commercio al dettaglio è il settore con l’incremento più elevato di ritardi gravi (+4,5%), seguito da agricoltura, foreste, caccia e pesca (+4,1%) e servizi finanziari (+3,3%).

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