Firema, 330 operai ‘prigionieri della burocrazia’. “Ora andiamo per vie legali”

Sono in attesa che gli venga riconosciuto “l’indennizzo per l’esposizione all’amianto”: 80 sarebbero già dovuti andare in pensione

Prigionieri della burocrazia”. Così si ritengono 330 operai della Titagarh Firema Caserta che hanno presentato domanda per ottenere un indennizzo per l’esposizione all’amianto che gli permetterebbe di avere dei benefici previdenziali per accedere alla pensione anticipata (circa 5 anni di lavoro). Addirittura 80 di loro, se questa situazione venisse sbloccata, potrebbero andare subito in pensione. Ma, purtroppo, ancora non è arrivato il via libera, tant’è che Cgil, Cisl e Uil hanno annunciato la volontà di adire le vie legali se la vicenda non si sbloccherà entro la fine dell’anno.

“Ai lavoratori del settore della produzione di materiale rotabile ferroviario che hanno prestato la loro attività nel sito produttivo, senza essere dotati degli equipaggiamenti di protezione adeguati all'esposizione alle polveri di amianto, durante le operazioni di bonifica dall'amianto poste in essere mediante sostituzione del tetto - si legge in una nota dei sindacati - sono riconosciuti i benefìci previdenziali per il periodo corrispondente alla medesima bonifica e per i dieci anni successivi al termine dei lavori di bonifica, a condizione della continuità del rapporto di lavoro in essere al momento delle suddette operazioni di bonifica”. 

Sono circa 330 le domande presentate dai lavoratori dello stabilimento di Titagarh Firema Caserta, di cui 80 pensionabili già da diversi mesi, ma “prigionieri di una lungaggine burocratica amministrativa”. Per questo motivo, sottolineano i sindacati, “chiediamo subito lo sblocco del fondo finanziario anche perché l’azienda attraversa una crisi produttiva e utilizza il contratto di solidarietà. Una risposta immediata sui benefìci previdenziali per l’esposizione all’amianto ridurrebbe l’utilizzo del contratto di solidarietà, oltre a riconoscere un diritto sacrosanto ai lavoratori esposti per anni alle polveri di amianto che già sta registrando tra i dipendenti numerosi decessi e malattie per asbesto correlato”.

Il nulla osta tarda ad arrivare e, da quanto è emerso nei vari incontri istituzionali, prima di procedere l’Inps pretende dal governo la copertura economica per tutte le 5.600 domande presentate a livello nazionale. “Per sbloccare questa inaccettabile situazione - continuano i sindacati - è opportuno che il Governo Nazionale garantisca nella legge finanziaria di fine anno le risorse necessarie e che la Conferenza dei Servizi prevista per il 9 dicembre, costituita dal Ministero dell'Economia e delle Finanze, dal Ministero del lavoro, dall’Inail e Inps, preveda un percorso amministrativo che abbrevia i tempi per deliberare le 80 domande di pensionamento pervenute dal territorio di Caserta e stabilisca un termine ultimo per esaminare tutte le domande presentate in modo da non penalizzare i lavoratori di Titagarh Firema Caserta che già da Marzo 2019 hanno acquisito il diritto”.

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