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Sabato, 24 Settembre 2022
Economia

Caro energia, rischio aumenti anche per la Melannurca

A San Nicola chiude la sede di una pescheria per le “bollette esose”

L’inflazione e la crisi economica rischia di colpire anche uno dei prodotti più importanti della provincia di Caserta: la Melannurca Igp. In questa settimana, infatti, è iniziata la “Regina delle Mele” è alle prese con la raccolta, che coincide proprio con l'inizio dell'autunno anche se il frutto non è del tutto maturo. La maturazione,, infatti, si completa nei melai e termina a fine dicembre, periodo in cui la melannurca inizia ad essere disponibile sul mercato, fino all'estate dell'anno prossimo. “Un comparto in crescita e sempre più importante che nonostante tutto si ritrova a subire, come numerosi altri settori, la conseguenze dei rincari” commenta il presidente del Consorzio Melannurca Campana IGP Giuseppe Giaccio, ottimista ma visibilmente preoccupato per le difficoltà dell’intera filiera. “Rispetto agli altri anni, anche la melannurca quest’anno è vittima di rincari importanti. E’ in sofferenza sia la fase della raccolta che quella della conservazione, senza escludere tutte le fasi di produzione. Non sottovalutiamo il fatto che per essere conservata per così tanti mesi la melannurca ha bisogno di celle frigorifere e sono noti a tutti gli aumenti dei costi dell’energia elettrica, per esempio”.

Caro bollette, chiude una pescheria

Ma il caro bollette colpisce anche altri settori. E’ di questi giorni la decisione della pescheria ‘La Perla del Mare’ di chiudere la sede di via IV Novembre a San Nicola la Strada, lasciando aperta solo quella principale in via Torino. La comunicazione è stata affissa sulle serrande abbassate dell’attività commerciale. “Causa caro bollette, questo esercizio resterà chiuso momentaneamente. Ci scusiamo per il disagio”.

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