Jabil, diplomazie a lavoro ma la sfida è complicata. Sciopero ad oltranza dei dipendenti

Contatti costanti per cercare di evitare il licenziamento di 190 operai dello stabilimento

L'assemblea dei lavoratori della Jabil a Marcianise

Si tratta anche senza vedersi. Le diplomazie sono a lavoro per tentare di scongiurare che 190 dipendenti della Jabil a Marcianise restino senza lavoro dopo la decisione della multinazionale americana, in piena emergenza coronavirus, di andare avanti col piano di esuberi. Dal governo, di concerto con la Regione Campania, si sta cercando di trovare una soluzione che possa evitare di far restare 190 persone senza lavoro. Nello stabilimento casertano, intanto, si continua a scioperare ad oltranza.

“Chiediamo il ritiro dei licenziamenti e l'utilizzo della cassa integrazione per favorire i progetti di ricollocazione che devono essere presentati al MISE” affermano i delegati della Fiom che hanno partecipato all’assemblea dei lavoratori. “Le multinazionali non possono sentirsi al di sopra della legge e calpestare la dignità dei lavoratori. Il governo si è impegnato per una soluzione positiva della vertenza e deve pretendere che la multinazionale riprenda il confronto per tutelare gli interessi del paese e dei lavoratori”. In realtà un accordo sembrava essere stato anche trovato lunedì sera, ma nella notte i patti sono saltati. Oggi sono in programma nuovi contatti per cercare di trovare una soluzione che possa evitare i 190 licenziamenti.

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