Jabil, solo 78 dipendenti ‘trasferiti’. “Dal 23 marzo partono i licenziamenti”

L’azienda: “Non vogliamo far partire le lettere, ma finora poche adesioni”

Solo 78 dipendenti hanno accettato i nuovi ‘posti di lavoro’ in altre aziende della provincia di Caserta per lasciare lo stabilimento Jabil di Marcianise. E’ l’allarme che arriva dalla stessa multinazionale che fissa anche la dead-line: se entro il 23 marzo, non ci saranno 350 dipendenti che avranno accettato le nuove, possibili, destinazioni lavorative, scatteranno le lettere di licenziamento.

“Da diversi anni - si legge in una nota della società - il sito Jabil di Marcianise si è dovuto confrontare con un contesto economico sfidante, che ha portato a una contrazione dei volumi e di conseguenza alla necessità di ridurre la propria forza lavoro locale. Questa scelta non è in alcun modo una valutazione negativa del duro lavoro e dell’impegno dei dipendenti di Marcianise, bensì un passaggio essenziale per mettere in sicurezza l’esistenza futura dello stabilimento stesso. Per affrontare la situazione, Jabil sta lavorando con le organizzazioni sindacali e con gli stakeholder, sia locali sia nazionali, a un programma di reimpiego volontario per offrire ai dipendenti un’opportunità di lavoro in altre aziende. Purtroppo, nonostante questi sforzi, e il continuo impegno di Jabil nei confronti del sito produttivo di Marcianise, si registra solo un modesto progresso nei confronti del reimpiego dei dipendenti in altre imprese locali, interessate ad assumere i dipendenti di Jabil”. 

Per l’azienda “è stata data l’opportunità di accettare nuovi posti di lavoro in 44 imprese locali che sono state coinvolte in questo processo, ma purtroppo fino a oggi solo 78 dipendenti, dei 350 esuberi, hanno accettato un nuovo impiego in una di queste società. Per di più, queste società hanno messo a disposizione un numero di posti di lavoro maggiore rispetto ai dipendenti di Jabil in esubero. Di per sé, quindi, è possibile risolvere il problema dei licenziamenti e assicurare immediatamente una nuova opportunità di lavoro in zona a tutti i dipendenti in esubero di Jabil. Jabil ha reso inoltre disponibili significative risorse economiche sia per i dipendenti, come incentivi all’esodo, sia per le aziende che assumeranno i dipendenti di Jabil, a supporto dei loro business plan. Tutto ciò è stato fatto con l’intento di agevolare il più possibile il processo di ristrutturazione e favorire un esito positivo per tutti. Jabil conferma dunque il suo impegno a non procedere unilateralmente ai licenziamenti fino al 23 Marzo 2020, quando scadrà la CIGS. Fino a questa data rimarrà completamente impegnata nel programma di ricollocamento e incentivazione offerti, ma purtroppo, a partire dal 23 Marzo 2020, non vi sarà altra possibilità se non quella di procedere al licenziamento collettivo dei rimanenti esuberi”.

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