Fronte bipartisan a sostegno della Jabil: "Licenziamenti illegali"

Schiaffo al tavolo istituzionale da parte dell'azienda. Convocata anche la commissione regionale

La trattativa è andata avanti fino a notte fonda

Da un lato la rabbia dei sindacati, dall'altro il fronte bipartisan politico a sostegno dei 190 lavoratori della Jabil di Marcianise, per i quali dopo oltre 70 ore di trattative l'azienda americana ha confermato i licenziamenti. 

La trattativa saltata

Una decisione quella della multinazionale che ha provocato non poche tensioni già al tavolo di confronto. A far saltare la trattativa il fatto che la multinazionale statunitense non abbia accettato la norma di legge che prevede come l'eventualità di riattivare, al termine dello stop imposto dal decreto del governo e quindi dal 18 agosto in poi, la procedura di licenziamento per gli eventuali lavoratori ancora in esubero passi attraverso una "procedura sindacale" della durata di 45 giorni. Una questione sulla quale il dialogo tra le parti si è arenato con il ministro Nunzia Catalfo che ha sbottato con l'ad italiano di Jabil Clemente Cillo, che si è trincerato dietro ordini dall'alto. "Se lei prende solo ordini, allora devo parlare con i vertici americani", ha scandito il ministro.

La rabbia dei sindacati

"E' un atteggiamento vergognoso da parte della multinazionale. Il governo intervenga, sono state offese istituzioni Italiane e lavoratori - ha commentato Raffaele Apetino, segretario generale Fim Cisl Campania - Ci aspettiamo la convocazione dal Ministero del Lavoro per riprendere il confronto e arrivare alla definizione di un testo che metta al riparo i lavoratori e le loro famiglie dal baratro della disoccupazione".

Il fronte bipartisan 

"Il licenziamento preannunciato di 190 lavoratori è assolutamente illegittimo - commenta in una nota il deputato Piero De Luca - perché non sono state rispettate le procedure in materia di licenziamenti collettivi ma soprattutto non vengono considerate le misure straordinarie varate dal Governo e dal Parlamento per fronteggiare l'emergenza Coronavirus. E' una situazione paradossale ed inaccettabile. Mi auguro che già nelle prossime ore i vertici dell'azienda possano tornare a confrontarsi in maniera costruttiva con il Ministero del Lavoro per una risoluzione positiva della vertenza che salvaguardi la continuità occupazionale di tutti i lavoratori a cui ho espresso solidarietà e vicinanza". Sulla vertenza è intervenuto anche il presidente della commissione Sanità Stefano Graziano che ha sottolineato la necessità che la "Jabil riveda la decisione di questa notte e torni a sedersi al tavolo di confronto con istituzioni e sindacati. Va assolutamente fermato il licenziamento di 190 lavoratori dello stabilimento di Marcianise. La Regione, il Consiglio regionale con la Commissione attività produttive, già convocata in audizione per il prossimo 29 maggio,  hanno sempre sostenuto la battaglia dei lavoratori contro il piano della multinazionale di tagliare i posti di lavoro nel casertano,  posizione che ribadiamo anche oggi".

Critica anche la posizione del coordinatore provinciale di Fratelli d'Italia Marco Cerreto: "I licenziamenti sono illegittimi ed illegali - tuona - La proprietà non può far finta di nulla e deve avviare una ricognizione seria con un indotto che in Campania esiste. Sappiamo che esistono una serie di aziende interessate e disponibili, i lavoratori della Jabil possiedono competenza e professionalità nel campo dell’elettronica di alto livello ,  questa strada va percorsa fino in fondo, il governo faccia la sua parte e faccia comprendere alla Jabil che qui siamo in Italia e non in Cina , 200 famiglie non possono essere abbandonate, visto il contesto sociale già gravissimo  che stiamo vivendo".

La commissione regionale

Intanto la vertenza Jabil sarà al centro del dibattito della terza commissione regionale permanente. Il tavolo di confronto con i sindacati è stato convocato per venerdì 29 maggio. 

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