Jabil, fumata nerissima: 350 licenziamenti confermati "senza accordo"

Il vertice in Regione si risolve con un nulla di fatto: un premio a chi lascia l'azienda entro fine anno

Gli operai della Jabil

Non c'è l'accordo. Fumata nera per i 350 esuberi della Jabil di Marcianise per i quali lo scorso mese di giugno è stata avviata la procedura di licenziamento.

Oggi in Regione Campania si è tenuto l’incontro per la chiusura della procedura con il confronto che si è concluso senza arrivare ad una condivisione sulle modalità di gestione degli esuberi. Pertanto, la procedura è stata chiusa con un mancato accordo.

L’azienda ha presentato istanza di intervento della cassa integrazione straordinaria fino al 23 marzo 2020, così come previsto dall’accordo siglato al Ministero del Lavoro il 7 novembre, confermando l’impegno a non procedere a licenziamenti unilaterali fino alla stessa data.

"L’utilizzo della cigs - si legge in una nota dell'azienda - come previsto dal piano di risanamento, servirà ad attuare gli strumenti di politica attiva concertati con la Regione Campania attraverso il processo di reimpiego degli esuberi e le uscite incentivate. L’obiettivo è quello di attenuare il più possibile l’impatto sociale dell’esubero dichiarato. Comunque, in coerenza con quanto già dichiarato negli incontri della conclusa procedura di licenziamento collettivo, Jabil conferma la disponibilità a riconoscere una premialità sull’incentivo economico ai lavoratori che manifestino la non opposizione al licenziamento con uscita entro il 31 dicembre 2019, o accettino il reimpiego entro la stessa data, previo accordo con le organizzazioni sindacali".

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Inoltre Jabil ribadisce la propria volontà, a valle del processo di riorganizzazione, di mantenere il proprio insediamento produttivo a Marcianise in coerenza con il piano industriale già esposto al Ministero dello Sviluppo Economico lo scorso 17 ottobre.

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