Economia

Industria in crisi, la triade casertana alla manifestazione di protesta in Regione

"Debolezza che rischia di cristallizzare un effetto devastante sul sistema produttivo"

Le segreterie confederali di Cgil, Cisl e Uil Caserta sostengono convintamente la manifestazione indetta da Fim-Fiom-Uilm Provinciali e Regionali il prossimo 20 luglio presso la Regione Campania. “Jabil, Softlab, Orefice Generators, Whirpool, Seri, Tfa ex Firema, il settore automotive e tante altre situazioni di debolezza e criticità che investono gli altri settori produttivi e dei servizi. Crisi industriali che rischiano di cristallizzare un effetto devastante sul sistema produttivo e manifatturiero dell’intera provincia - dichiarano i segretari generali Matteo Coppola, Giovanni Letizia e Antonio Farinari - È necessario mettere fine alla logica da Far West delle multinazionali fatta di acquisizioni, esuberi, smantellamenti e delocalizzazioni”.

“Le istituzioni regionali e nazionali devono affrontare con decisione la difficile situazione industriale ed occupazionale che da anni vive il territorio di Caserta. La logica del profitto non può ricadere sulla vita di migliaia di lavoratori e delle loro famiglie, l’economia deve tornare ad essere un mezzo e non un fine, utile ad assicurare giusti livelli occupazionali e sociali ad un intero territorio che soffre da anni una profonda de-industrializzazione e ha vissuto duramente l’ultimo anno di pandemia”.

“Cgil Cisl  Uil - continuano i segretari generali - sono pronte a sostenere tutte le iniziative di mobilitazione già decise e a mettere in campo tutto quanto sarà necessario per far ritirare provvedimenti di licenziamenti e smantellamenti: difendere il lavoro e non lasciare sola nessuna lavoratrice e nessun lavoratore è un imperativo che dovrebbe vedere impegnati tutti i livelli istituzionali locali e nazionali”.

“L’accordo sottoscritto a Roma tra Governo, parti sociali e Confindustria prevedeva il ricorso a tredici settimane di Cig. La scelta attuata da Whirpoool a Napoli e i tanti segnali che ci arrivano dal territorio, però, lasciano intravedere una intenzione ben diversa. Si prospetta all’orizzonte un pericoloso effetto domino che rischia di colpire tutti i settori produttivi della provincia: i lavoratori non sono merce di scambio né agnelli sacrificali della logica del profitto di una economia senza regole”.

“Il Recovery Plan in questa fase ha le potenzialità per invertire la rotta:  puntando con decisione, strumenti e risorse verso lo sviluppo del Mezzogiorno come asse strategico per lo sviluppo dell’intero sistema Italia, anche attraverso la transizione ecologica e uno sviluppo della rete delle infrastrutture. Il rilancio definitivo dello scalo merci e dell'interporto Maddaloni-Marcianise, creando una sinergia con il porto di Napoli, ad esempio, unitamente all’avvio non più rinviabile delle Zes, può essere una grande opportunità per frenare la grave crisi industriale ed una occasione irripetibile che può cambiare le sorti dell’intero territorio della Provincia di Caserta”, creando nuovo lavoro di qualità e sicuro.

“La Regione Campania - concludono Coppola, Letizia e Farinari - in questa fase può avere un ruolo decisivo nell’individuazione degli obiettivi, delle potenzialità e necessità del territorio e riteniamo che in questa direzione si debba creare una cabina di regia con le parti sociali. Sulle reindustrializzazioni la Regione, insieme al MISE, deve giocare un ruolo chiave, esigendo il rispetto degli accordi già condivisi e dove necessario sostenere e consolidare i piani industriali con una lungimirante politica industriale. Per questo saremo a Napoli il 20 luglio, invitando tutte le strutture sindacali di categoria, le RSU, i cittadini e i rappresentanti delle istituzioni del territorio a partecipare e a sostenere la mobilitazione” delle lavoratrici e dei lavoratori metalmeccanici della provincia di Caserta.

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