Crisi Jabil, la multinazionale prende tempo. Il ministro: "Revocare licenziamenti"

Sospensione di 24 ore per consentire al management italiano il confronto con il board statunitense. I sindacati: "Confermiamo lo sciopero"

La videocall per la questione Jabil

Tutto rinviato a domani per dar modo al management italiano della Jabil di confrontarsi con il board della multinazionale americana. Si è concluso così il vertice in videoconferenza convocato dal Ministro per lo sviluppo economico Stefano Patuanelli per discutere dei 190 licenziamenti presso lo stabilimento di Marcianise che dovrebbero cominciare a partire da lunedì.

I sindacati: "Confermato lo sciopero"

Al vertice hanno preso parte anche il ministro del Lavoro Nunzia Catalfo, l'assessora regionale Sonia Palmeri, il country manager Italia di Jabil, Clemente Cillo, e i rappresentanti nazionali e territoriali di Fim, Fiom, Uilm e Failms. A margine dell'incontro i sindacati fanno sapere: "La richiesta comune all’azienda, sia da parte delle organizzazioni sindacali che del governo, è stata quella di non procedere con la procedura di licenziamento collettivo per 190 lavoratori annunciato per lunedì prossimo, 25 maggio. Il dottor Cillo, massimo dirigente della Jabil Italia, ha chiesto un giorno di tempo per confrontarsi con il board americano, affermando di non poter assumere una decisione diversa da qualle annunciata - prosegue - Ribadiamo che la decisione dell’azienda oltre ad essere assolutamente intollerabile è anche illegale, poiché arriva in un momento di emergenza sanitaria ed economica talmente grave da aver portato l’Esecutivo italiano a chiedere il blocco dei licenziamenti su tutto il territorio nazionale. In attesa del confronto di domani è confermato lo sciopero e si stanno valutando ulteriori forme di mobilitazione, per difendere non solo l’occupazione di un sito produttivo ma anche la tenuta di una realtà come quella casertana, già fortemente in difficoltà".

Il Ministro: "Revocare licenziamenti" 

Si tratta di "una iniziativa assolutamente ingiustificata sia dal punto di vista sociale sia in contrasto con le disposizioni normative adottate dal Governo con il decreto Cura Italia e prorogate con il dl Rilancio", commenta il ministro Catalfo, che nel corso della riunione ha ribadito al rappresentante di Jabil di revocare con effetto immediato i licenziamenti di 190 lavoratori della sede di Marcianise, in quanto l'azienda, oltre a quello finora utilizzato, può richiedere un ulteriore periodo di cassa integrazione con causale Covid-19 interamente finanziato dallo Stato nonché utilizzare altri strumenti recentemente introdotti dal Governo italiano per gestire la fase emergenziale, come il 'Fondo nuove competenze'. Ciò al fine di accompagnare il percorso già avviato di ricollocazione dei lavoratori in esubero. Del resto, aggiunge "Jabil nel fare ricorso alla Cigo Covid-19 ha evidentemente manifestato l'intenzione di utilizzare uno strumento a carattere straordinario ed emergenziale, - spiega Catalfo - interamente a carico della finanza pubblica, finalizzato a salvaguardare i livelli occupazionali nell'attuale situazione di emergenza epidemiologica".

L'assessore Palmeri

L’Assessore Palmeri ha ribadito che “i licenziamenti di Jabil intimati a 200 lavoratori del sito di Marcianise sono nulli".  La posizione netta dell'Assessore al lavoro della Regione Campania è stata confermata in diretta video anche dal Ministro Catalfo. “L’azienda - ha aggiunto  Palmeri - li ritiri, utilizzi gli ammortizzatori ancora a disposizione per continuare a seguire, nel frattempo, il piano di reimpiego presso altre aziende. Con Jabil il timore - ha aggiunto Palmeri - è doppio, non solo per le lettere di licenziamento inviate ai dipendenti, ma anche per il futuro industriale del sito di Marcianise , in cui rimangono altri 350 lavoratori.Sono alcuni anni che seguo passo passo le vicende dei lavoratori Jabil, e come sempre difendiamo l'occupazione, rimanendo  disponibili ad ogni possibilità di rilancio aziendale”.​

L'interrogazione regionale

"Quanto sta accadendo alla Jabil è inaccettabile. Aprire una procedura di licenziamento in piena fase pandemica e dopo aver sfruttato fino all’ultimo le opportunità offerte dalla Cassa integrazione in deroga a seguito dell’emergenza, vuol dire colpire pesantemente la prospettiva industriale e l’occupazione della Campania già martoriata negli anni. La Regione batta i pugni sul tavolo e pretenda rispetto per il nostro territorio". Così il consigliere regionale Gianpiero Zinzi che ha anche protocollato un’interrogazione. "Agli operai della Jabil va la piena ed incondizionata solidarietà, ma arrivati a questo punto la vicinanza non basta. I fatti devono sostituire le chiacchiere".

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