Giovedì, 29 Luglio 2021
Economia

L'altra crisi oltre il Covid: 1200 famiglie casertane vedono un 'futuro nero'

La protesta in Regione Campania per chiedere maggiore attenzione su un comparto che si rischia di esplodere

La protesta davanti la Regione Campania

C’è una crisi oltre la pandemia. Non sanitaria bensì economica. E che rischia di tramutarsi in un tracollo per la provincia di Caserta. Circa 1200 famiglie che lavorano nelle aziende casertane stanno vivendo un’estate di ansia perché il loro futuro è tenuto in bilico dalla crisi economica e dalle mancate attivazioni dei percorsi e dei progetti che erano stati prospettati.

Per questo oggi a Napoli hanno fatto sentire la propria voce davanti alla sede della Regione Campania con la protesta organizzata dalle segreterie di Fim-Fiom-Uilm Provinciali e Regionali con l’appoggio di Cgil, Cisl e Uil. Erano presenti i lavoratori di Jabil, Softlab, Orefice Generators, Whirpool, Seri, Tfa ex Firema, oltre a rappresentanti del settore automotive. La paura è che la crisi industriale rischi di cristallizzare un effetto devastante sul sistema produttivo e manifatturiero dell’intera provincia provocando esuberi, smantellamenti e delocalizzazioni. I rappresentanti sindacali hanno poi incontrato l’assessore regionale Antonio Marchiello. “Abbiamo sollevato un punto che per noi è fondamentale - spiega il segretario della Cgil Coppola - La necessità di aprire un tavolo, gestito in Regione Campania, che possa partire da un’idea di sviluppo dell’apparato industriale e manifatturiero della provincia di Caserta, che si trova in un’area strategica vista la sua posizione a ridosso dell’Interpoorto e l’individuazione delle Zes. L’idea è quella di costruire un polo tecnologico sfruttando i fondi Pnrr, mettendo a sistema, con la Regione Campania, un’idea di uno sviluppo industriale che possa creare nuove opportunità agli imprenditori ed ai lavoratori”.

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Alla manifestazione di protesta ha partecipato anche una delegazione di Articolo Uno composta da Mario Coppeto, capogruppo consiliare al Comune di Napoli, Tammaro Gervasio, coordinatore segreteria regionale Articolo Uno Campania ed alcuni rappresentanti del coordinamento provinciale di Articolo Uno Caserta." Lo sblocco dei licenziamenti, la smobilitazione delle multinazionali come Whirpool e Jabil, il depauperamento industriale in alcune aree strategiche del territorio campano, impongono al Governo Nazionale e alla Regione Campania, scelte precise a salvaguardia del lavoro e per il rilancio dell'economia dell'intero Sud Italia" hanno affermato in una nota. "Il Recovery Plan deve, con decisione, puntare sul potenziamento di strumenti e risorse verso lo sviluppo del Mezzogiorno, accelerando sul processo di transizione ecologica con il coinvolgimento delle aziende presenti sul territorio. In questa delicata fase, il ruolo del governo regionale risulta essere decisivo nell'individuazione delle priorità, delle potenzialità e necessità reali del territorio e deve produrre uno sforzo nel favorire la concertazione con le parti sociali. L'industria, moderna ed eco sostenibile, può e deve ritornare ad avere un ruolo strategico nel rilancio della Campania. La Regione, di concerto con il Ministero dello Sviluppo, deve giocare un ruolo attivo al fine di garantire il rispetto degli accordi già condivisi con i sindacati e  sostenere e consolidare i piani industriali con una adeguata politica industriale".

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