La doppia faccia dell'estate col Covid: alberghi e ristoranti in ripresa, ma nei negozi vendite in calo del 30%

Petrella (Confesercenti): "I numeri di Ferragosto fanno ben sperare per strutture ricettive e di ristorazione. Preoccupati per il commercio: tanti negozi rimasti aperti ma senza vendere"

I tanti turisti che hanno affollato la Reggia di Caserta in questi giorni hanno fatto bene anche alla città

Confesercenti Caserta guarda con i fiducia ai segnali positivi che giungono dal filone del turismo. “La presenza di turisti in città in questo mese di agosto ci lascia ben sperare per il futuro - commenta Salvatore Petrella, presidente di Confesercenti Provinciale di Caserta - I b&b e gli alberghi del Capoluogo hanno registrato la presenza di turisti per due e tre notti, un dato che ci viene confermato anche dai parcheggi privati convenzionati con le strutture ricettive. La Reggia di Caserta ha registrato la media di 3500 visitatori al giorno da inizio agosto ad oggi ed anche il Belvedere di San Leucio e Casertavecchia sono state meta di visite di turisti provenienti da più parti d’Italia. I ristoranti e le pizzerie hanno registrato il sold out a Ferragosto. Un dato che ci lascia soddisfatti e che va in controtendenza rispetto alle previsioni”. 

L’analisi di Confesercenti non si limita solo al Capoluogo, ma si estende anche ad altre località di particolare interesse turistico nel periodo estivo come ad esempio i comuni di Castel Volturno, Mondragone, Cellole e Sessa Aurunca.“Gli stabilimenti balneari stanno lavorando a pieno regime, molti casertani e napoletani hanno preferito di trascorre brevi periodi di vacanza in queste località - riferisce Petrella - il dato si manterrà costante fino all’ultimo weekend di agosto”.

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Le strutture ricettive (bar, ristoranti, alberghi, B&b e stabilimenti balneari) hanno lavorato e stanno lavorando chiedendo la massima collaborazione ai clienti per il rispetto delle normative anti Covid. Dati negativi arrivano invece dal settore abbigliamento, la maggior parte dei negozianti ha rinunciato alle ferie limitandosi ad una chiusura di due giorni. Una scelta forzata a causa della crisi, ma che non ha portato giovamento.“Molti titolari si sono sacrificati concedendo in alternanza le ferie ai loro dipendenti e collaboratori, mai come quest’anno il numero dei negozi chiusi per ferie è risicato, ma le vendite di stagione - conclude Petrella - registrano un calo del 30% rispetto al 2019”.

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