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Camusso (Cgil): "Firema di Caserta é il simbolo di una politica industriale mancata"

Caserta - "La Firema di Caserta é il simbolo di una politica industriale mancata, dove invece di fare sistema e provare a valorizzare il comparto ferroviario, si é preferito vendere tutto all' estero". Lo ha detto il segretario generale...

"La Firema di Caserta é il simbolo di una politica industriale mancata, dove invece di fare sistema e provare a valorizzare il comparto ferroviario, si é preferito vendere tutto all' estero". Lo ha detto il segretario generale della Cgil Susanna Camusso durante la visita, a Caserta, ieri nell'ex stabilimento Firema, che produce carrozze ferroviarie, divenuta Tfa dopo l' acquisizione nel luglio 2015 da parte di una cordata capeggiata dalla multinazionale indiana Titagarh che comprende l'azienda napoletana Adler. "In questo territorio - ha spiegato la leader nazionale della Cgil - vi sono imprese con le quali abbiamo definito accordi ma esistono ancora delle criticità, qui vogliamo riproporre il tema di partire dal lavoro". Con la Camusso tutto lo stato maggiore del sindacato casertano dalla segretaria di Caserta Camilla Bernabei al leader dei metalmeccanici di Terra di Lavoro, Massimiliano Guglielmi, Giuseppe Spadaro, Cgil Campania. Camusso ha incontrato all'esterno del sito un gruppo di ex dipendenti che attende di essere riassorbito nell'organico così come stabilito nell'accordo di cessione firmato al Mise, da sindacati e nuova proprietà. In totale sono 160 i lavoratori fuoriusciti dopo il cambio di proprietà, 80 di essi avrebbero dovuto rientrare con l'arrivo di alcune commesse, che al momento però non sono arrivate.

"Con questa assemblea - spiega una nota della Fiom di Caserta - si avvia, anche in Provincia di Caserta e nel settore metalmeccanico, la straordinaria fase di proposte, di confronto e di consultazione dei Lavoratori. Discutere e chiedere il mandato per scrivere una legge per un nuovo “statuto dei Lavoratori”. Una legge che riscriva il diritto del lavoro misurandosi col cambiamento intervenuto e che includa e tuteli tutte le tipologie di lavoratori. Ovviamente, l’assemblea è stata anche l'occasione per fare un punto della situazione rispetto all’ accordo sottoscritto al Ministero dello Sviluppo Economico il 3 luglio 2015. Un accordo complesso e articolato che ha sicuramente evitato il fallimento di una azienda storica, eccellenza, nell’ambito dell’industria metalmeccanica della Provincia. Un accordo però, ancora non completamente rispettato dalla nuova Società. Ricordiamo che ad oggi, dopo 7 mesi dalla sottoscrizione dell’intesa, più di 100 Lavoratori sono ancora in CIGS a zero ore. Il sindacato metalmeccanico di Caserta, a partire dagli ultimi anni e nei diversi settori (dall’elettronica/tlc all’elettrodomestico e all’automotive, per citare solo alcuni dei settori con maggiore presenza occupazionale giovanile) pur trovandosi di fronte ad una crisi senza precedenti che ha ulteriormente indebolito gli assets-industriali e di fronte ad un quadro politico/istituzionale locale e nazionale spesso assente o distante dalle reali e concrete esigenze dei Lavoratori (ad oggi, ricordiamo che più di 1000 Lavoratori appartenenti ai diversi ex - accordi di programma sottoscritti negli anni precedenti, sono senza lavoro e senza il minimo sostegno economico) non ha mai rinunciato a difendere le realtà produttive preesistenti e a ricercare nuovi soluzioni per contribuire a ricostruire un tessuto industriale senza cui, non è assolutamente pensabile (al di là dei facili e continui annunci) una vera ripresa del nostro territorio, ma più in generale della nostra regione. In questa nuova straordinaria fase di iniziativa sindacale avviata dalla FIOM e dalla CGIL, per ricostruire nuovi diritti e nuove tutele per tutti i Lavoratori, assume quindi rilevanza fondamentale, per il nostro territorio, la presenza dei massimi livelli nazionali e regionali della Fiom e della Cgil. Nelle prossime settimane la Fiom-Cgil di Caserta articolerà assemblee in tutte le fabbriche per garantire il più ampio confronto con tutti lavoratori e per chiedergli di esprimersi ed impegnarsi nelle diverse iniziative di contrasto al Jobs act e per la difesa ed il rilancio del Contratto Nazionale di Lavoro".

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