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Economia

Il blocco del trasporto: "70mila tir fermi per le consegne". Allertato anche De Luca

Il consigliere regionale Santangelo chiama il governatore: "Si rischiano migliaia di posti di lavoro"

Potrebbero essere ben 70mila i mezzi pesanti (bilici ed autotreni) che lunedì resteranno fermi nei rispettivi parcheggi, bloccando le consegne in tutta la Campania ed anche in altre regioni. E’ una stima che arriva alla luce delle assemblee svolte questa mattina in varie città, tra cui anche a San Marco Evangelista, dove il gruppo di Trasportounito ha confermato la decisione di non lavorare fino a martedì quanto è in programma una riunione al Ministero a Roma. “Ciò accade indipendentemente da qualsiasi sostegno e coordinamento, fornito dalla nostra Associazione a livello nazionale” ha affermato Maurizio Longo, segretario generale di Trasportounito. “Non è mai stato proclamato un fermo nazionale e non possiamo far altro oggi che confermare come ciascuna impresa sia libera di decidere se continuare o meno a sottostare ad obblighi contrattuali gravosi ovvero a subire ricatti operativi e finanziari”. Solo grazie all’intervento in extremis di molte società della committenza, che hanno riconosciuto all’autotrasporto una parte degli extra costi in tariffa, il numero dei mezzi che non partiranno, non sarà di quattro volte maggiore. Una situazione che è diventata pèiù tesa domenica sera, col blocco attuato da decine di autotrasportatori lungo l'autostrada da Caianello a Nola.

Intanto il consigliere regionale di Maddaloni Vincenzo Santangelo chiede un intervento della Regione Campania e chiama in causa direttamente il presidente Vincenzo De Luca. "Il comparto è stato travolto letteralmente dagli aumenti del costo del carburante che hanno reso ‘anti-economica’ l’attività. Gli autotrasportatori sono stati le prime incolpevoli vittime indirette dell’assurdo conflitto in Ucraina. La politica deve farsi carico con responsabilità e immediatezza di questa situazione se vogliamo evitare che si arrivi al collasso. A subire ripercussioni pesantissime potrebbe essere la città di Maddaloni, polo della logistica e dell’autotrasporto grazie alla presenza di gruppi faro nel comparto a livello nazionale ed internazionale come quello della famiglia Caturano. Lo stop del trasporto significa, inevitabilmente, compromettere migliaia di posti di lavoro e, allo stesso tempo, causare un aumento indiscriminato dei costi dei prodotti. Dobbiamo evitare che si inneschi questo effetto domino che potrebbe essere fatale per le famiglie che devono fare i conti con le conseguenze economiche di due anni di pandemia. Porterò all’attenzione del presidente De Luca le problematiche del trasporto attraverso una mozione da discutere al primo consiglio utile e investirò della questione il gruppo parlamentare di Italia Viva per cercare delle soluzioni tese ad evitare il blocco della logistica e la paralisi del mercato”.

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