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S.N.G.G. Caserta, a Terra di Lavoro a rischio circa 500 famiglie

Caserta - A Caserta non c'è pace per i lavoratori dell'azienda Cooperativa di vigilanza "Terra di Lavoro" con sede in Maddaloni. Già prima delle vacanze di natale 2010 il sindacato Nazionale Guardie Giurate con una nota inviata e condivisa dallo...

A Caserta non c'è pace per i lavoratori dell'azienda Cooperativa di vigilanza "Terra di Lavoro" con sede in Maddaloni. Già prima delle vacanze di natale 2010 il sindacato Nazionale Guardie Giurate con una nota inviata e condivisa dallo Staff nazionale aveva esortato i lavoratori a raccogliere le firme per la sfiducia al Presidente della stessa, Dott. Sibillo, perché la situazione che evidenziava il sindacato era ed è allarmante. Fusco " Rischiamo circa 500 famiglie di fare una brutta fine se non ci si muove in tempo utile. Sono diversi anni che annunciavamo questa situazione che si è puntualmente verificata. Non abbiamo mai raccontato chiacchiere e non abbiamo mai fatto credere quello che non era e/o che non poteva essere, ma abbiamo sempre messo in evidenza ciò che era importante per salvaguardare i posti di lavoro all'intero dell'azienda". Cuccurullo "Sono anni che ci stiamo interessando di questa situazione e non solo, ma nonostante l'invio di documenti comprovanti alcune serie difficoltà aziendali, alcune e non sottovalutabili situazioni che avrebbero visto l'azienda implodere, ancora oggi pare che chi di dovere non abbia seriamente controllato e che non abbia preso seriamente la situazione. Non possiamo permettere che tante se non tantissime situazione che continuano ad essere poco chiare se non oscure, continuino ad andare avanti ed è per questi motivi che chiediamo agli iscritti e a simpatizzanti di porre la parola fine a tale calvario". Gli interventi del sindacato evidenziamo come la situazione disastrosa della cooperativa di vigilanza privata si sia trascinata a lungo tempo arrivando fino ai giorni nostri quasi all'implosione, ma un sistema di salvataggio per tutti c'è e la S.N.G.G. lo comunica a tutti in questa nota. "Abbiamo allertato i nostri legali che anche con il supporto di commercialisti hanno pianificato il salvataggio che stando ad oggi è stata l'unica proposta a salvaguardia dei lavoratori. Siamo venuti inoltre a conoscenza dell'apertura per la cassa integrazione che a nostra parere è una truffa bella e buona. I servizi ci sono ed altri sono stati rifiutati quindi il problema non è il lavoro ma la mancanza di volontà di voler portare avanti un progetto di salvezza dell'azienda. Noi dal nostro canto denunceremo il tutto agli Enti preposti chiedendo anche un'interpellanza parlamentare se possibile proprio perché vediamo una bomba ad orologeria che arriverà in breve tempo all'esplosione già evidentemente programmata". La situazione appare molto seria per 500 famiglie.

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