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Regione, delegazione Confapi uall'Audizione presso la III Commissione Consiliare

Caserta - Venerdì 1 ottobre p.v. una delegazione della Confapi Caserta -Associazione delle Piccole e Medie Industrie della Provincia di Caserta-, rappresentata dal Presidente Michele Di Filippo, dai Vice Presidenti Domenico Orabona ed Antonella...

Venerdì 1 ottobre p.v. una delegazione della Confapi Caserta -Associazione delle Piccole e Medie Industrie della Provincia di Caserta-, rappresentata dal Presidente Michele Di Filippo, dai Vice Presidenti Domenico Orabona ed Antonella Lupoli ed il Segretario Generale Pietro Monaco, sono stati ricevuti per un'Audizione presso la III Commissione Consiliare Attività Produttive della Regione Campania, presieduta dal Presidente Pietro Diodato, per discutere alcuni punti di fondamentale importanza relativi alla difficile e complessa situazione economica della Provincia di Caserta.
I Rappresentanti di Confapi, hanno evidenziato la preoccupante contrazione economica che si registra nella Provincia di Caserta, ed hanno chiesto con un documento agli Organi Regionali, un maggior e concreto impegno finalizzandolo alla realizzazione di processi innovativi per lo sviluppo ed il rilancio delle PMI.
L'attenzione, nel corso dell'Audizione, si è focalizzata altresì sul ritardato pagamento da parte della Pubblica Amministrazione, che provoca squilibri finanziari riferiti alla già insoddisfacente liquidità aziendale.
Successivamente ci si è soffermati sulla esigenza di una politica di programmazione dei fondi comunitari, in particolare sulla logica di integrazione tra mondo della ricerca e PMI per il trasferimento tecnologico, indispensabile per lo sviluppo dei prodotti e servizi in grado di ridare competitività alle imprese locali.

L'Audizione è proseguita approfondendo la necessità di velocizzare le procedure di autorizzazione ed accesso alla Pubblica Amministrazione, sollecitando in altre parole l'attuazione di uno snellimento della burocrazia.
Infine è stato discusso il sistema degli incentivi per l'occupazione che, in un'ottica di sviluppo, deve essere ideato ed attuato per tutti i lavoratori in modo svincolato da criteri legati all'appartenenza a determinate classi di età o particolari condizioni di svantaggio, puntando sulla necessità di potenziare e rafforzare l'apprendistato professionalizzante senza tralasciare gli aiuti alle imprese che mantengono l occupazione al fine evitare una deviazione del sistema che pone una concorrenza sleale per le nuove imprese che fanno nuova occupazione e quelle che mantengono con grossi sacrifici la propria forza lavoro.

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