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Mobilit turistica, le proposte dallAutomobile Club

Sessa Aurunca - Solo il 25% degli italiani e il 13,8% degli stranieri si spingono al Sud per le vacanze. La prima causa è la carenza infrastrutturale che compromette lo sviluppo economico: l'indotto turistico offre lavoro a 3 milioni di persone in...

Solo il 25% degli italiani e il 13,8% degli stranieri si spingono al Sud per le vacanze. La prima causa è la carenza infrastrutturale che compromette lo sviluppo economico: l'indotto turistico offre lavoro a 3 milioni di persone in Italia.
L'industria mondiale delle vacanze crescerà del 4% l'anno fino al 2020: occorre puntare sulla qualità per non perdere quote di mercato.
Rozera (Segretario Generale ACI): "L'Italia ha bisogno di una seria e consolidata politica del turismo perché le nostre criticità sono la conseguenza del susseguirsi nel tempo di diversi disegni programmatici. L'approccio è cambiato con il ripristino di una cabina di regia fondamentale come il Ministero del Turismo".
"Non può esserci turismo senza mobilità. Non perché il 73% degli italiani sceglie l'automobile per i propri spostamenti turistici e il 62% degli stranieri entra in Italia a bordo della propria vettura. Ma perché le carenze infrastrutturali del nostro Paese compromettono le potenzialità turistiche dell'Italia che deve puntare sulla qualità per vincere la sfida competitiva con gli altri Paesi". Lo ha dichiarato il Segretario Generale dell'ACI, Ascanio Rozera, nel suo intervento al convegno "Turismo: un'occasione di sviluppo del territorio attraverso una mobilità sicura e sostenibile", organizzato dall'Automobile Club di Caserta a Sessa Aurunca.
Il Rapporto sul Turismo Italiano, alla cui realizzazione ha contribuito anche l'ACI, evidenzia che il nostro Paese registra ogni anno oltre 96 milioni di arrivi turistici con almeno un pernottamento negli esercizi ricettivi. Di questi, solo 18 milioni si spingono nel Mezzogiorno: un turista italiano su 4 e appena il 13,8% degli stranieri. Il primo fattore che scoraggia i vacanzieri a scegliere il Sud è la carenza infrastrutturale. Non ne risente soltanto il turismo ma tutta l'economia, sia nazionale che locale, con forti ripercussioni sui livelli occupazionali e sullo sviluppo del territorio. Non va infatti dimenticato che l'indotto turistico in Italia offre lavoro a quasi 3 milioni di persone, pari a circa il 12% dell'occupazione totale, e il settore contribuisce per il 12% al PIL nazionale.

Servono quindi più infrastrutture, ma anche più formazione, perché tutta l'offerta turistica italiana deve saper sfruttare la sua infinita gamma di occasioni, prodotti, imprese e territori, superando vecchie logiche di mercato basate sulle statistiche degli arrivi ed investendo su quelle aree turistiche in grado di produrre più valore aggiunto.
"L'Italia ha bisogno di una seria e consolidata "politica del turismo" - ha continuato Rozera - perché le criticità che ci rendono meno competitivi sul mercato globale sono infatti la conseguenza del susseguirsi nel tempo di diversi disegni programmatici e dei numerosi cambiamenti di strategie e priorità. L'approccio è finalmente cambiato negli ultimi anni con il ripristino di una cabina di regia fondamentale come il Ministero del Turismo. L'industria mondiale del turismo crescerà del 4% l'anno fino al 2020: per non perdere posizioni di mercato l'Italia deve riuscire a coordinare i tanti punti di forza delle propria offerta, puntando soprattutto sulla qualità".

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