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Confindustria lancia il progetto del Distretto industriale energetico

Caserta - Trasformare la provincia di Caserta nel primo vero "distretto industriale energetico" italiano: è questo l'obiettivo del progetto lanciato da Confindustria Caserta, con il coinvolgimento di istituzioni e forze produttive locali, per...

Trasformare la provincia di Caserta nel primo vero "distretto industriale energetico" italiano: è questo l'obiettivo del progetto lanciato da Confindustria Caserta, con il coinvolgimento di istituzioni e forze produttive locali, per creare sviluppo e occupazione.
Il progetto muove, per un verso, dalla perdurante situazione di crisi delle industrie presenti sul territorio (con conseguente incremento del tasso di disoccupazione ed un numero di cassintegrati e/o lavoratori in mobilità che supera ormai le otto mila unità) e, per l'altro verso, nei concreti segnali di avvio di reindustrializzazione che si stanno registrando proprio nella scia dell'interessante filone della Green Economy. Un settore, quest'ultimo, che in Italia presenta ormai ritmi di crescita che fanno ricordare gli entusiasmi della new economy, ma che rispetto a quella - differenza non da poco - è sostenuta dall'industria reale, dalla ricerca e dall'innovazione.
Il progetto di Confindustria Caserta è stato presentato dal presidente degli industriali Antonio Della Gatta, nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta presso la Sala Convegni dell'associazione datoriale, cui hanno partecipato - tra gli altri - i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl e Uil, l'assessore provinciale Gerolamo Cangiano in rappresentanza del presidente Domenico Zinzi, i consiglieri regionali Angelo Polverino e Nicola Caputo, il parlamentare Stefano Graziano, i rappresentanti della Sun con i presidi delle facoltà di Architettura, Ingegneria, Scienze ambientali e Scienze politiche.
A fianco al leader degli industriali sono intervenuti il vice presidente Renzo Polesel ed il consigliere di giunta Bruno Cortese, che hanno invece illustreranno le iniziative immediatamente collegate al progetto del Distretto industriale energetico. Vale a dire, la costituzione del consorzio Pte scarl (Polo territoriale energetico) e la proposta del Patto formativo locale della filiera fotovoltaica. Nella circostanza è stato anche preannunciato l'organizzazione, già prima della pausa estiva, di un convegno di approfondimento con specialisti internazionali della materia e la presenza di autorevoli esponenti dei governi regionale e nazionale.
"Il progetto - ha spiegato il presidente degli industriali Della Gatta - muove da due considerazioni: la prima è che la perdurante situazione di crisi delle industrie presenti sul territorio (incremento del tasso di disoccupazione ed un numero di cassintegrati e/o lavoratori in mobilità che supera ormai le otto mila unità) impone di trovare nuove strade produttive. La seconda, è che ci sono concreti segnali di avvio di reindustrializzazione in provincia di Caserta, che si stanno registrando proprio nella scia dell'interessante filone della Green Economy. Da qui, l'idea di dare vita ad uno specifico distretto industriale, il cui sviluppo rappresenterebbe anche un'opportunità per riqualificare e ricollocare la massa enorme di lavoratori che sono usciti o stanno uscendo dal ciclo produttivo. A tal fine, anzi, essendo previsti anche fondi per la formazione delle maestranze, oltre che per sviluppare il settore, quello del Patto formativo locale appare un ulteriore strumento da mettere in campo.
"Il settore della Green Economy in Italia presenta ormai ritmi di crescita che fanno ricordare gli entusiasmi della new economy - ha aggiunto Polesel - con la differenza di non poco conto che la rinnovabile è sostenuta dall'industria reale, dalla ricerca e dall'innovazione".
Oggi il settore eolico, fotovoltaico e delle biomasse generano un fatturato di oltre 5 miliardi di euro al netto dell'import e degli investimenti. Nel 2002 non si arrivava al miliardo e mezzo. Il boom non ha trascurato nessun comparto: in un anno (2008) il fatturato complessivo è aumentato del 44 per cento. Il fotovoltaico ha raddoppiato, passando da 339 milioni a 700. L'industria dell'eolico (2 miliardi e 196 milioni) ha aumentato i suoi ricavi di oltre 43 punti di percentuale. E le biomasse oggi valgono 2 miliardi e 285 milioni, con un incremento netto di 564 milioni di euro.
Non solo. L'impegno preso dall'Italia con l'Europa impone di portare dal 17 al 30 per cento la quota verde dei consumi elettrici. E se oggi gli occupati del settore sono circa 60mila, entro il 2020 potrebbero essere centomila in più.
Nella Regione Campania vi sono forti segnali di interesse nei confronti della Green economy.

Il Ministro delle Attività Produttive ha annunciato che questo settore sarà uno dei fattori sui quali punterà il Piano per il Sud del governo che sarà presentato a Napoli prima dell'estate.
E' stato fatto presente inoltre che gli attori che operano sul territorio devono lavorare per mettere in campo in Campania progetti che possono attingere ai 42 miliardi di euro stanziati per il settore a livello nazionale ed ai 50 messi a disposizione dalla UE per tutta la Comunità.

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