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Stato di agitazione alla Comifar: 50 lavoratori a rischio mobilit

Carinaro - "Una rimodulazione del modello organizzativo che si traduce nel mandare a casa più della metà dei dipendenti. Una mossa inaccettabile di fronte alla quale attueremo ogni iniziativa atta a garantire la dignità dei lavoratori". Così, a...

"Una rimodulazione del modello organizzativo che si traduce nel mandare a casa più della metà dei dipendenti. Una mossa inaccettabile di fronte alla quale attueremo ogni iniziativa atta a garantire la dignità dei lavoratori". Così, a nome dei segretari di Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e UilTuCS-Uil, Alessandro Tartaglione, coordinatore provinciale di quest'ultimo sindacato, a proposito della vicenda che coinvolge i lavoratori della Comifar di Carinaro, una delle ventuno sedi del maggiore gruppo della distribuzione di farmaci in Italia.
"Si tratta - spiega Tartaglione - di una procedura di mobilità che l'azienda intende avviare per 56 lavoratori su 109, asserendo la necessità di affrontare in tal modo la contrazione del mercato nel settore".
"Nel corso dell'assemblea del personale svoltasi venerdì scorso - prosegue Tartaglione - è stato proclamato lo stato di agitazione. Esso permarrà per tutto il periodo durante il quale, a livello nazionale e locale, l'azienda illustrerà i motivi che sovrintendono alla redazione del Progetto di Riorganizzazione che prevede i tagli annunciati".
"E' una pretesa che contrasteremo in ogni sede - dice Tartaglione - . E' in atto il tentativo di porre in essere un drastico taglio occupazionale in una struttura che si candidava, per investimento immobiliare, organizzativo e tecnologico, ad affermare sul territorio un forte polo distributivo dei farmaci. Un investimento che, solo poco tempo fa, aveva previsto, quale elemento di convinta conferma di tale impresa, l'acquisizione dell'intero pacchetto societario della Fardea, società concorrente presente sul territorio regionale, della quale venivano altresì conseguite tutte le maestranze in servizio".

"Tale azione - conclude Tartaglione - appare configurarsi come lo specchio di una strategia nazionale che intende far pagare ai soli lavoratori le diverse valutazioni dell'azienda sull'andamento del mercato e sulla situazione di stallo in cui si trovano ad operare le farmacie private in conseguenza delle difficoltà delle manovre regionali sul settore della sanità".
Intanto, lunedì 12 aprile, a Roma, il Gruppo Comifar guidato dall'amministratore delegato Mauro Giombini, illustrerà, con il direttore del personale Giorgio Nicolis, il Progetto di riorganizzazione 2010 ai sindacati nazionali, presenti le strutture territoriali. Martedì, a Carinaro, la vertenza approfondirà la vicenda dei 56 lavoratori a rischio in un vertice con i segretari provinciali delle tre organizzazioni sindacali.

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