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Imprese costruttrici del Termovalorizzatore di Acerra vantano crediti

Acerra - Le imprese impegnate nella costruzione del termovalorizzatore di Acerra denunciano il fermo dei pagamenti dei crediti da tempo maturati. In una lettera aperta inviata, tra gli altri, alla Presidenza del Consiglio dei...

Le imprese impegnate nella costruzione del termovalorizzatore di Acerra denunciano il fermo dei pagamenti dei crediti da tempo maturati. In una lettera aperta inviata, tra gli altri, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri-Sottosegretariato di Stato, alla Fisia Italimpianti Spa e alla Fibe, si sottolinea la grave situazione economica in cui versano. "A luglio 2008 le aziende costruttrici, per conto della FISIA Italimpianti spa (gruppo Impregilo), dell'impianto Termovalorizzatore di Acerra (Na), dopo aver sospeso ogni attività sul finire del 2007, furono convocate di urgenza dai funzionari della Missione Finanziaria della Presidenza del Consiglio dei Ministri) a Palazzo Salerno, sede del quertier generale del sottosegretario alla presidenza del consiglio dei Ministri. In quella sede, i funzionari della struttura della Presidenza del Consiglio dei Ministri, sollecitarono le imprese a riprendere i lavori sospesi con ogni urgenza, in cambio dell'impegno da parte della missione finanziaria per l'emergenza rifiuti in Campania al pagamento diretto sia dei crediti maturati che quelli relativi ai lavori di completamento. Tutto ciò per raggiungere l'obbiettivo principale, ovvero, l'ultimazione della costruzione ed avviamento dell'impianto di termovalorizzazione di Acerra. La ripresa delle attività è avvenuta in modo celere, come richiesto, agli inizi di agosto 2008. Da quella data, l'impegno da parte della Presidenza è stato mantenuto solo a step, e con continui ritardi, riconoscendo sempre solo una minima percentuale degli stati di avanzamento lavori. A singhiozzo si arriva al mese di marzo 2009, durante il quale c'è l'inaugurazione dell'impianto; in quella occasione il P.C.M. si congratula per l'avvenuto raggiungimento dell'obbiettivo, frutto del lavoro tecnico e dell'impegno economico profuso da parte di tutte le aziende che hanno reso possibile il perfetto funzionamento dell'impianto. Dopo l'inaugurazione del sito, nel frattempo collaudato e in produzione (sono ben noti i profitti), iniziano i problemi economici e finanziari delle aziende, a questo punto completamente ignorate. I pagamenti, infatti, raggiunto l'obbiettivo, si sono sempre più dilazionati fino a fermarsi del tutto (l'ultimo pagamento, da parte della missione finanziaria, è avvenuta nel mese di Ottobre 2009). Oggi le aziende si ritrovano in una gravissima situazione finanziaria, i crediti maturati sono insostenibili ed una prima diretta conseguenza è stata la drastica riduzione di personale (ad oggi una riduzione totale di circa 60 dipendenti) e le gravi inadempienze che si rischiano nei riguardi degli istituti previdenziali ed assicurativi. I crediti vantati sono stimati in alcune decine di milioni di Euro.
Per tutelare la già compromessa sopravvivenza delle aziende, saranno intraprese tutte le azioni possibili volte all'ottenimento dei crediti ad oggi vantati".Queste solo alcune della aziende che vantano crediti nei confronti della missionefinanziaria: DBF srl, Mati sud Srl,Nuova Tirrenia Costruzioni Srl, Balascia Impianti Srl, TEAImpianti Srl, Giugliano Costruzioni, Carpem, SIMI, GITS Srl, MP Pagliuca Srl, EurochemService Srl.

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