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Vescovo Farina scrive al ministro Scajola sul caso dei 171 dipendenti Selfin

Caserta - Il vescovo di Caserta, monsignor Pietro Farina, insieme contutta la comunità diocesana, ha scritto una lettera al ministro delloSviluppo Economico Claudio Scajola sul caso dei 171 dipendenti dellaSelfin di Caserta. La lettera è stata...

Il vescovo di Caserta, monsignor Pietro Farina, insieme contutta la comunità diocesana, ha scritto una lettera al ministro delloSviluppo Economico Claudio Scajola sul caso dei 171 dipendenti dellaSelfin di Caserta. La lettera è stata indirizzata anche al prefetto diCaserta e ai proprietari del gruppo Comdata, titolari della Selfin. Larichiesta al ministro è che possa fare da garante tra la proprietà e ilavoratori per una soluzione della controversia. Alleghiamo di seguitola lettera:

"La Chiesa di Dio che è in Caserta insieme al suo pastore S. E. Mons.Pietro Farina, è sempre più consapevole del valore supremo del lavoro,vero e proprio "ministero di grazia" (Paolo VI), su cui si fonda larepubblica del nostro amatissimo paese (Costituzione, Art. 1).Pertanto, la comunità cristiana casertana non vuole e non può rimanereinsensibile e indifferente, in questo frangente, nei confronti di queinostri fratelli e sorelle nel Signore, nonché concittadini, che sonofortemente in crisi personale e familiare per la perdita del lavoro edel conseguente sostentamento economico, causate da scelte non sempreispirate al Vangelo e al rispetto della dignità della persona umana.
Ilnostro pensiero e la nostra preghiera, nonché ogni modalità di sostegnomorale e spirituale possibile, va in questo particolare momento ai 171lavoratori della Selfin S.p.A (ex IBM) del gruppo COMDATA di Torino.

Questi nostri fratelli e sorelle stanno vivendo una drammaticasituazione di precarietà causata dalla messa in "liquidazionevolontaria" della società, dall'interruzione, a partire da ottobrescorso, del pagamento di tutte le spettanze e, contemporaneamente,dalla richiesta di apertura della procedura di Cassa IntegrazioneStraordinaria.Nell'esprimere vicinanza piena e solidale al gruppo dilavoratori e alle loro rispettive famiglie, sentiamo anche dimanifestare la nostra seria preoccupazione nei confronti di chi èintenzionato ad operare delle scelte che dovrebbero tutelare egarantire il diritto sacro al lavoro ad ognuno dei lavoratori dellaSelfin.Se COMDATA S.p.A. dovesse vendere tutto ciò che gli è possibilee lasciare i lavoratori e le loro famiglie in mezzo a una strada cisentiremmo profondamente mortificati per la sorte di ognuno di loro.Sarebbe nostro vivo desiderio, invece, che ogni parte interessata adirimere la questione (Soci di Maggioranza, CdA di COMDATA, Sindacatodei lavoratori, Ministero dello Sviluppo Economico) si impegnasse adavere, in questo delicato momento, un supplemento di responsabilità pertrovare una soluzione unitaria, dignitosa, onesta e produttiva pertutto il gruppo dei lavoratori. Nessuno escluso!Sarebbe auspicabile,altresì, che il Ministero dello Sviluppo Economico possa, in tal senso,assumere il potere decisionale della problematica e, quale giudice"super partes", fare da garante per tutelare i diritti degli uni(lavoratori) e degli altri (imprenditori e soci della S.p.A.) pergiungere ad una soluzione equilibrata dal punto di vista sindacale efinanziario.
Sia benedetta, a tal proposito, ogni intenzione einiziativa che possa riportare serenità, in questi giorni di graziadelle festività natalizie, ai lavoratori e alle loro rispettivefamiglie. Il nostro appello possa raggiungere ogni persona di buonavolontà ed essere sostenuto, soprattutto, da coloro che sono chiamatiad esercitare scelte responsabili in merito alla vita dei lavoratori".

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