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Gafi Sud inaugura la nuova sede in via Unit italiana

Caserta - Sede centrale nuova di zecca per Gafi Sud, il confidi nato dal sistema confindustriale di Terra di Lavoro oltre quarant'anni fa e diventato, nel tempo, punto di riferimento delle imprese, tra i più importanti del Mezzogiorno nell'ambito...

Sede centrale nuova di zecca per Gafi Sud, il confidi nato dal sistema confindustriale di Terra di Lavoro oltre quarant'anni fa e diventato, nel tempo, punto di riferimento delle imprese, tra i più importanti del Mezzogiorno nell'ambito degli organismi di garanzia fidi. I nuovi uffici, oltre 300 metri quadrati, progettati e arredati dall'architetto Raffaele Cutillo, in via Unità italiana, al civico 19, sono stati inaugurati dal presidente Rosario Caputo, patron di Ibg Spa (l'azienda che imbottiglia Pepsi e produce Chinotto Neri) e presidente della squadra di basket Pepsi-Iuve Caserta, presenti le massime autorità civili e militari del capoluogo, un numero imponente di imprenditori e soci e, ovviamente, i rappresentanti di una ventina di istituti di credito con i quali il confidi giornalmente interagisce. I locali - di proprietà di Confindustria Caserta, presso cui, come si sa, Gafi Sud ha avuto fino ad ieri la sede centrale, occupandone tutto il quarto piano) sono stati benedetti dal vescovo di Caserta, monsignor Pietro Farina. Presente con propri uffici in tutti i capoluoghi della Campania, Gafi Sud ha una base associativa di oltre mille soci, che contano complessivamente 15 mila 211 dipendenti e, in termini di fatturato, circa 2 miliardi 500 milioni di euro. Dal punto di vista strettamente operativo vanta un mediato "fidi in essere" per 120 milioni, con "garanzie in essere" per oltre 60 milioni. "Una capacità operativa - ha sottolineato Caputo nel suo indirizzo di saluto ai presenti - che può ancora essere moltiplicato per cinque, dal momento che Gafi Sud registra un rapporto garanzie nette-patrimonio pari al 16,66, a fronte di un accantonamento patrimoniale previsto dalla norme di vigilanza pari ad almeno il 6% dei rischi assunti".
E' appena il caso di sottolineare, peraltro, che attualmente, in provincia di Caserta, operano quattro organismi di garanzia fidi che complessivamente garantiscono credito alle imprese per poco più di 76 milioni di euro: ebbene, di questi, da solo Gafi Sud ne garantisce il 95%.
Un dato che ha fatto da sfondo all'intero intervento di Caputo, anche nella sua qualità di vice presidente nazionale di Federconfidi con delega per il Mezzogiorno, che non ha trascurato l'occasione per fare il punto sul dibattito in corso, in questi mesi, sul processo di accorpamento degli organismi di garanzia fidi.
Accorpamento, come si sa, che è imposto ormai dalla legge di riforma del credito, ma che in Campania fa molta fatica a decollare proprio a causa delle dimensioni ridotte della stragrande maggioranza dei consorzi di garanzia locali. E, in questo senso, Caputo non ha mancato di chiamare in causa più o meno apertamente la Regione ed il ruolo che l'ente di Santa Lucia ha assunto in questo processo."Se la Regione Campania - ha detto Caputo - fissasse criteri ancor più selettivi per rendere disponibili le risorse finanziarie, peraltro finora soltanto ipotizzate, a favore dei confidi, alla selezione del bando passerebbero ancor meno dei 15 confidi beneficiari sui 70 che se ne contano", ha puntualizzato. "La maggior parte dei confidi - ha infatti sottolineato Caputo - è poco più di una targa su una porta".

Ma anche sui confidi più attrezzati, per così dire, il presidente Caputo ha avuto non poco da ridire: "Di questi confidi i primi sei fanno, complessivamente, pressoché il totale degli affidamenti del credito garantito in Campania, nel senso cioè che gli altri nove non vanno oltre il 10%. Ovviamente, tra i primi sei c'è Gafi Sud, che da solo fa il doppio, in alcuni casi anche il triplo degli affidamenti rispetto agli altri cinque", ha aggiunto con orgoglio il presidente Caputo".
Il tutto per dire, insomma, che dei confidi che operano in Campania quelli che possono ambire ad essere intermediari finanziari ai sensi del 107 - ché è poi questo il vero nocciolo del problema - non si contano che sulle dita di una mano. E tra i primi cinque c'è, a buon titolo, Gafi Sud che ha già da tempo tutte le carte in regola".

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