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Societ di gestione Mc Donald condannata ad assumere a tempo indeterminato

San Marco Evangelista - L'ennesimo caso di lavoro dipendente camuffato, nelle maglie della precarietà, sotto le mentite spoglie di contratto formazione e lavoro. E pertanto la Auran srl, titolare del punto di ristorazione Mc Donald di San Marco...

L'ennesimo caso di lavoro dipendente camuffato, nelle maglie della precarietà, sotto le mentite spoglie di contratto formazione e lavoro.
E pertanto la Auran srl, titolare del punto di ristorazione Mc Donald di San Marco Evangelista, è stata condannata a ripristinare, sotto forma di contratto a tempo indeterminato, il rapporto di lavoro con una dipendente assunta con contratto a termine di formazione e lavoro e a pagare alla stessa tutte le retribuzioni non percepite, come dipendente, dal gennaio 2003, poiché il giudice del lavoro del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha ritenuto che tale fosse il suo reale inquadramento nella società.
La lavoratrice era stata assunta dalla Auran srl per essere addetta alla postazione "drive", quella al servizio degli automobilisti di passaggio nel noto punto di ristoro Mc Donald, collocato lungo il viale Carlo III, a poche centinaia di metri dal casello autostradale di Caserta Sud, con un contratto a termine di formazione e lavoro.
Cessato il rapporto di lavoro la donna, originaria di Caserta, madre poco più che trentenne di due bambini, all'epoca dei fatti poco più che neonati, aveva deciso di impugnare il contratto innanzi al giudice del lavoro del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, rivolgendosi all'avv. Domenico Carozza, giuslavorista della CISL.
Il legale ha poi saputo dimostrare la reale natura del rapporto di lavoro, rappresentando che non era stato mai consegnato alla lavoratrice il progetto di formazione e che, in ogni caso, essa non aveva partecipato a corsi pratici o teorici perché l'azienda non li aveva predisposti.

E perciò, nonostante la sapiente e diffusa difesa della società, il giudice Di Martino ha accolto le tesi difensive della lavoratrice riconoscendole la condizione di dipendente a tempo indeterminato dal gennaio 2003, condannando la Auran srl a risarcirle i danni commisurati alla retribuzione non percepita dalla data della cessazione del rapporto di lavoro.
"E' una vittoria che segna una tappa fondamentale della lotta contro il precariato. E' sufficiente ricordare - ha osservato il legale della CISL - che la lavoratrice, quando perse il lavoro, era madre di due bambini e che quell'ingiusto trattamento le creò, evidentemente, dei notevoli problemi di sussistenza. E' significativo, inoltre, non mancare mai di sottolineare che il cattivo uso della legge sui contratti a termine crea ingiustizia sociale e disoccupazione".

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