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Asl, la Cisl chiede lanomina del direttore generale

Caserta - I Segretari aziendali e le R.S.U. della Cisl Fp di Caserta, dopo attenta analisi, chiedono con forza che il Presidente Bassolino, nomini il Direttore Generale dell'Asl di Caserta. Come si sa, dal mese di marzo 2009 la ex Asl Caserta2 e...

I Segretari aziendali e le R.S.U. della Cisl Fp di Caserta, dopo attenta analisi, chiedono con forza che il Presidente Bassolino, nomini il Direttore Generale dell'Asl di Caserta.
Come si sa, dal mese di marzo 2009 la ex Asl Caserta2 e la Caserta1 si sono costituite in un'unica azienda ma dobbiamo constatare che l'avvicendamento dei commissari non ha prodotto una continuità di gestione. Dall'analisi si evince che le croniche carenze delle strutture pubbliche ospedaliere si stanno, ad oggi, ancor più aggravando; mancata programmazione del fabbisogno sanitario, carenza di personale (in particolare nei pronto soccorsi e nelle aree di emergenza), carenze tecnologiche e strutturali che si stanno sempre più ripercuotendo sui livelli assistenziali e sull'utenza.

"Considerato ciò che ormai tutti sanno - spiega Nicola Cristiani, Responsabile del Dipartimento Sanità della Cisl Fp Caserta - cioè che i servizi sanitari sono al collasso, che gli operatori vivono momenti di grave tensione in mancanza di qualsiasi tipo di programmazione, è arrivato il momento che la politica si assuma le sue responsabilità facendo nominare un direttore generale che si auspica sia di alto profilo tecnico-professionale. Ciò finalmente fornirebbe un rilancio dei servizi aziendali e metterebbe fine alla gestione straordinaria ed ai continui conflitti in atto dal punto di vista politico.
La richietsa ha carattere d'urgenza, dalla suddetta analisi, infatti la Cisl ha previsto purtroppo che dal mese di ottobre i cittadini casertani pagheranno a caro prezzo le negative gestioni precedenti che hanno sperperato il denaro pubblico, c'è infatti il rischio che i centri di riabilitazione e le cliniche private, avendo raggiunto i tetti di spesa non potranno più erogare prestazioni in accreditamento. In parole povere, non essendoci strutture pubbliche in grado di soddisfare il fabbisogno sanitario, i casertani dovranno pagare direttamente dalle proprie tasche".

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