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Jabil, azienda sospende mobilita' per circa 300 lavoratori. La solidarieta' del leader nazionale Fiom Maurizio Landini

Marcianise - Sospesa la procedura di mobilità per più della metà dei 600 dipendenti dello stabilimento JABIL di Marcianise (Caserta) e ripristino della parte aziendale della retribuzione. La multinazionale americana, leader mondiale nella...

Sospesa la procedura di mobilità per più della metà dei 600 dipendenti dello stabilimento JABIL di Marcianise (Caserta) e ripristino della parte aziendale della retribuzione. La multinazionale americana, leader mondiale nella produzione di componenti elettronici, oggi- durante un incontro al Ministero dello Sviluppo Economico- ha accolto infatti la richiesta del Governo e accettato di riprendere il confronto che si concluderà il 17 novembre prossimo, con un nuovo appuntamento al Mise. Con l'intesa odierna, potranno riprendere le produzioni, interrotte da oltre tre settimane, e- dopo le forti tensioni degli ultimi giorni- sarà ripristinato un corretto confronto sociale. Ora il Governo attende una significativa inversione delle scelte industriali di JABIL che favoriscano- anche attraverso nuove produzioni attualmente realizzate in altri Paesi- il sito campano. Saranno anche queste le valutazioni che andranno sviluppate nel previsto incontro con il board americano di JABIL, messo in calendario al Mise per le prossime settimane.Stamane sei pullman da Marcianise erano giunti a Roma per l'atteso incontro al ministero dello Sviluppo economico. La richiesta dei lavoratori è quella di ritirare la procedura di mobilità che investe il loro stabilimento. I lavoratori della Jabil di Marcianise, circa 400, si sono uniti a quelli della Thiissenkrupp ed hanno manifestato su via del Corso, nei pressi di palazzo Chigi, in difesa del posto di lavoro, nell'ambito di una vertenza con l'azienda. Nutrito lo schieramento delle Forze dell'Ordine e strada chiusa al traffico, anche se la situazione non destava particolare preoccupazione. Verso le 14.00 il leader della Fiom Maurizio Landini ha raggiunto i lavoratori per esprimere la propria solidarietà.
"Adesso che abbiamo poco più di 15 giorni per riaprire la discussione con la Jabil, ci aspettiamo un ruolo importante e un grande impegno dalla Regione e dal Governo, che devono contribuire a creare delle condizioni favorevoli tali da permettere alla Società Americana di restare a Marcianise. Il Sindacato oggi nonostante le difficoltà è stato a fianco dei lavoratori. Adesso ci aspettiamo fatti da parte del Governo, non più solo parole. Le tensioni sociali scoppiate stamattina a Roma evidenziano una realtà sociale che non può essere più gestita; è un'ulteriore dimostrazione che non giova l'attacco del Governo nei confronti del Sindacato e che è il caso che si pensi a tutelare l'occupazione che c'è e a crearne di nuova". Sono state queste le parole pronunciate da Camilla Bernabei, Segretaria Confederale della Cgil Caserta, al termine di un importante incontro svoltosi questa mattina presso il Ministero dello Sviluppo Economico. Nel corso della riunione presieduta dal Dr. Castano, alla quale hanno partecipato i rappresentanti della Jabil, Dr Lo Sasso e Dr. Cillo, la Dr.ssa Rafaiani, il rappresentante di Confindustria Caserta, Dr. Chiello e le OOSS Nazionali e territoriali confederali Cgil, Cisl e Uil, e di categoria (Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm- Uil ed Ugl Met.), nonché le RSU, le parti hanno concordato che i termini della procedura di mobilità ex legge 223/91 sono da considerarsi sospesi fino al 17 novembre prossimo. Si tratta, quindi, di un ragguardevole risultato, che consente di modificare la posizione di netta chiusura espressa fin qui dalla Jabil; un risultato dovuto alla determinazione della lotta dei lavoratori e delle Organizzazioni Sindacali, esercitata lungo la vertenza di un'azienda importante dell'apparato produttivo della provincia di Caserta. Ciò assume un significato ancora più importante, soprattutto in una fase in cui dal Governo arriva un attacco frontale al mondo del lavoro, ai lavoratori, ai pensionati, ai precari e alla loro rappresentanza, con la negazione di ogni confronto reale sulle politiche del lavoro e sulla manovra economica.

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