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Sciopero di 8 ore e blocco dei cancelli alla Ericsson Marcianise

Marcianise - Sciopero di 8 ore e blocco dei cancelli per tutte le attività per circa 700 dipendenti della Ericsson per evitare la chiusura dell`azienda a Marcianise. Il personale del colosso svedese impiegato nel distretto industriale di...

Sciopero di 8 ore e blocco dei cancelli per tutte le attività per circa 700 dipendenti della Ericsson per evitare la chiusura dell`azienda a Marcianise. Il personale del colosso svedese impiegato nel distretto industriale di Marcianise ha creato un presidio a partire già dalle ore 06.00 fuori allo stabilimento. I lavoratori e i sindacati ritengono che ci sia una volontà chiara, anche se non dichiarata, di chiudere la fabbrica di Marcianise che nell'ultimo ventennio ha rappresentato l'eccellenza nella produzione di apparati per telecomunicazioni. Lo stabilimento casertano si è sempre distinto nel campo della produzione di apparati d'eccellenza nel campo delle telecomunicazioni, sfoggiando uno "know how" d'alto profilo; i lavoratori dell'Ericsson di Marcianise pertanto, hanno deciso di non assistere inermi alla volontà del colosso svedese di arrivare ad una "chiusura indotta" dello stabilimento casertano, chiedendo garanzie per il proprio futuro e chiarimenti circa gli investimenti degli ultimi anni; nel frattempo la speranza è che le istituzioni locali escano da un incomprensibile torpore e facciano la loro parte per scongiurare quella "desertificazione industriale e occupazionale" sempre più in agguato in provincia di Caserta.
Lo stabilimento di Marcianise, nato nel 1994 come Marconi Sud SpA, è arrivato ad occupare fino a 1400 persone intorno al 1999-2000 producendo apparati elettronici fondamentali nell'architettura delle moderne reti di telecomunicazioni. Nel 2000 l'azienda, diventata parte della multinazionale inglese GEC, decide di scorporare e vedere le attività di assemblaggio elettronico alla Jabil Circuit che parte con 600 persone in un altro stabilimento in Marcianise come costola della Marconi Sud e rimane negli anni legata a doppio filo alle sorti di quest'ultima.

La Ericsson Telecomunicazioni entra in scena nel 2006 quando in seguito ad una profonda crisi del gruppo Marconi decide di acquisirlo, battendo sul filo di lana i concorrenti cinesi della Huawei. Purtroppo le grandi aspettative di rilancio alimentate dall'ingresso nella sfera del colosso svedese sono rimaste tali, ma per chiarire meglio cominciamo da qualche anno fa: L'11 Giugno del 2012 è stato concordato con le rappresentanze sindacali un accordo di CIGS per ristrutturazione della durata di 24 mesi, in questo periodo l'azienda si impegnava ad investire ''attraverso un piano di riorganizzazione finalizzato a migliorare il parco dei macchinari di produzione e degli apparati necessari allo svolgimento delle attvità di servizio verso i clienti, creando figure professionali nuove e polifunzionali''. A distanza di soli 18 mesi da quell'accordo, con investimenti fatti pari a 8 milioni di euro ed una riduzione del personale, su base volontaria, di 110 unità lavorative, l'azienda di Marcianise si avvia verso una lenta agonia.
Durante la prima fase di investimento, era stato sviluppato un prodotto di nuova tecnologia che avrebbe tenuto testa ai ''competitors'', ma dopo una fase di prototipazione fatta nel sito di Marcianise con risultati eccellenti in termini di resa e di affidabilità, nel momento di passare alla fase di volume, il management ha deciso di produrlo in Malesia, presso una società terza. A Marcianise, dalla fine del 2013, sono rimaste le nuove macchine frutto di investimenti, ma solo per produrre i vecchi prodotti di vecchia generazione che sono stati dichiarati obsoleti. a fine Febbraio 2014 la Ericsson ufficializza l'accordo siglato con la multinazionale americana "Ciena", sua concorrente sulla stessa fascia di apparati prodotti a Marcianise, col quale si impegna a commercializzare i prodotti "Ciena". Difatto un dietro front che rinnega tutto quanto fatto negli anni precedenti, cancellando in sol colpo il lavoro di tutte le risorse italiane impegnate sullo sviluppo dei nuovi prodotti, ivi compreso l'intero stabilimento di Marcianise che proiettava su questi le sue speranze per il suo futuro.

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