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I festa dellemigrante: convegno sui flussi migratori

Piedimonte Matese - Si è svolto a Piedimonte Matese, il 13 agosto scorso, nell'ambito del programma della I festa dell'emigrante, un interessante convegno dal titolo "l'Italia, scenario di vecchi e nuovi flussi migratori" - Esperienze a confronto...

Si è svolto a Piedimonte Matese, il 13 agosto scorso, nell'ambito del programma della I festa dell'emigrante, un interessante convegno dal titolo "l'Italia, scenario di vecchi e nuovi flussi migratori" - Esperienze a confronto, di accoglienza, solidarietà, integrazione, legalità, opportunità, nella giornata dell'emigrante. Moderati dalla giornalista Caterina Vesta, hanno partecipato all'iniziativa - oltre a tanti cittadini, che sfidando il caldo torrido, hanno voluto trascorrere qualche ora all'insegna del ricordo e della compartecipazione - il dottor Costantino Leuci, Vice Sindaco del Comune di Piedimonte Matese, che ha portato i saluti del primo cittadino, il dottor Vincenzo Cappello, Giovanni Falso, Capitano della Compagnia Carabinieri del Matese, il dottor Costantino De Cristofano, relatore della Missione "Mare Nostrum", il dottor Giovangiuseppe Caracciolo, che è intervenuto su "Le navi e la ferrovia nella storia dell'emigrazione", Bruno Ventura, Vice Presidente Provinciale Associazione Nazionale Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro di Caserta (ANMIL), il signor Corbo Antonio, Coordinatore Comitato Iª Festa per l'Emigrante, Margherita Riccitelli, Coordinatrice A.T. CittadinanzAttiva-Matese e il dottor Antonio Gaudioso Segretario Nazionale CittadinanzAttiva. L'evento si è svolto all'insegna della riflessione, volta verso i due concetti così vicini e così differenti, di emigrazione ed immigrazione, sullo scenario italiano, nel tempo. In particolare si è discusso in modo sinergico, dell'immigrazione come fenomeno sociale del mondo, tra i più problematici e controversi, dal punto di vista delle cause e delle conseguenze. L'immigrazione, infatti, interessa l'intero pianeta, benché gli stati di partenza e arrivo siano mutati col susseguirsi delle epoche storiche, e alla base degli spostamenti di massa, ci sono sempre motivazioni molteplici e varie. Una delle maggiori spinte ad abbandonare i luoghi natii è senz'altro la povertà: emigrare in un altro paese rappresenta spesso l'unica via d'uscita ad una vita passata nell'indigenza, un modo per migliorare le proprie condizioni cercando un lavoro da svolgere all'interno del paese ospitante. Altre volte, invece, il motivo alla base dello spostamento è eminentemente politico: dittature, persecuzioni, guerre e genocidi spingono intere famiglie a cercare la libertà al di fuori del proprio paese, oppresso dai sopracitati fenomeni. L'Italia, dal punto di vista migratorio risulta essere un paese molto particolare poiché nel corso della storia ha conosciuto i due lati della stessa medaglia: flussi prima in uscita e adesso in entrata. Punto di partenza e arrivo, l'Italia, che è stata soprattutto un luogo di partenze e struggenti addii, non dovrebbe avere la memoria corta sulla sorte dei suoi tantissimi cittadini, protagonisti del più grande esodo migratorio che ha interessato l'epoca moderna. A partire dall'unità d'Italia (1861) e per circa un secolo, infatti, furono davvero moltissimi gli italiani che decisero di lasciare il proprio paese natale per cercare fortuna altrove. In particolare, nel corso della durata di tutto il periodo migratorio, furono circa 24 milioni di italiani, in prevalenza maschi e giovani, a lasciare la penisola. Essi provenivano da tutta la penisola e non solo dal sud come si tende a pensare. Gli ultimi decenni hanno visto l'Italia diventare luogo di immigrazione e sono in molti a chiedersi con insofferenza qual è il motivo che ha fatto diventare l'Italia luogo prescelto. I motivi sono molteplici, e il primo è di carattere puramente geografico: esposta per la maggior parte al mare e caratterizzata quasi nella sua totalità da territori costieri, l'Italia è poco controllabile. A differenza degli altri stati europei, che possono appurare l'arrivo di persone alle frontiere, il nostro paese non possiede alcun filtro territoriale. In secondo luogo, posizionata così com'è nel mezzo del Mediterraneo, la nostra penisola rappresenta la primissima - e più semplice - frontiera da attraversare per arrivare in Europa. Insomma, il nostro paese possiede moltissime caratteristiche che hanno giocato a favore dello sviluppo dell'immigrazione, facendo dell'Italia un paese anomalo e unico al mondo, sotto questo punto di vista. Si è parlato, quindi, nella cittadina di Piedimonte, che è stata patria di tanti emigrati, dell'abbandono forzato della propria terra, per cercare condizioni di vita migliori altrove. E le parole fondamentali sulle quali tutti gli intervenuti hanno concordato, e che dovrebbero essere messe in atto verso chi è costretto a spostarsi, erano già racchiuse nel sottotitolo del convegno: Accoglienza, ovvero senso più profondo delle relazioni umane, Solidarietà, cioè comprendere immedesimandosi nell'altro, Integrazione, cioè accogliere gli altri senza pregiudizi, Legalità, ovvero tutela, soprattutto per i minori immigrati, perché è importante che essi siano sottratti al rischio di cadere vittime di organizzazioni criminali e di vivere in contesti degradati dove la legge non vale, Opportunità, affinché la sfida dell'immigrazione diventi opportunità per chi è ospitato ma anche per chi ospita.

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