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Interdittiva antimafia alla Clp, conseguenze sul trasporto pubblico

Caserta - L'azienda Clp è stata colpita da una "informativa ostativa antimafia" della Prefettura di Napoli. La notizia è venuta fuori quado il giudice del Tribunale fallimentare di Napoli, Aldo Cennicola, ha respinto l'offerta di Clp per la...

L'azienda Clp è stata colpita da una "informativa ostativa antimafia" della Prefettura di Napoli. La notizia è venuta fuori quado il giudice del Tribunale fallimentare di Napoli, Aldo Cennicola, ha respinto l'offerta di Clp per la gestione dell'Eavbus. La Clp, che fa capo all'imprenditore Claudio Esposito, aveva presentato un'offerta per la gestione di Eavbus, la società di trasporto su gomma della Regione Campania, dichiarata fallita a novembre.
"Il Presidente della Provincia comunichi la sua posizione sul caso Clp e renda noti i piani atti a scongiurare uno stop nel servizio pubblico dei trasporti e una riduzione dei livelli occupazionali". E' la richiesta formulata questa mattina dal segretario provinciale del Partito Democratico, Vincenzo Cappello intervenendo sullo stop all'offerta della società dei fratelli Esposito per la gestione dell'Eavbus a causa di una informativa antimafia della Prefettura di Napoli."In attesa di conoscere nel dettaglio i motivi che hanno portato la Prefettura di Napoli a suggerire all'Eavbus di non stringere accordi con la società Clp, chiediamo al Presidente Zinzi ed alla sua Giunta di porre in essere tutti i dovuti accorgimenti per evitare i disagi che potrebbero interessare il casertano. In caso di stop- aggiunge Cappello- la Clp lascerebbe senza il servizio di trasporto pubblico l'intero territorio provinciale. Attenzione infine- conclude Cappello- al futuro dei dipendenti dell'azienda: in una situazione già ai limiti della tollerabilità con i casi dei lavoratori Cub, degli addetti delle comunità montane e del settore delle politiche sociali tanto per fare alcuni degli esempi più recenti, Caserta non può permettere che si creino altre sacche di precarietà".

"Mi duole dover constatare, alla luce delle recenti notizie di cronaca, che la "battaglia" intentata, anche in sede giurisdizionale, dall'Amministrazione Provinciale di Caserta contro il contratto stipulato, tra l'altro con totale estromissione della Provincia, dalla Regione Campania con la CLP SpA per l'affidamento delle linee di trasporto pubblico locale di competenza provinciale (precedentemente esercite dall'ACMS SpA), risultava pienamente fondata".E' quanto dichiara presidente della Provincia di Caserta, Domenico Zinzi, in merito alla notizia relativa all'interdittiva antimafia emessa dalla Prefettura di Napoli a carico dell'azienda di trasporti Clp."Non provo alcuna soddisfazione - prosegue Zinzi - nell'operare questa constatazione perchè sono consapevole che l'interdittiva che ha colpito la CLP SpA provocherà delle inevitabili ripercussioni in ordine agli standard qualitativi e quantitativi dei servizi di TPL in ambito provinciale. Non posso che rinnovare il mio disappunto per il fatto che la Regione abbia escluso la Provincia dalle procedure di affidamento di un servizio pubblico essenziale per l'intera comunità"."Il tempo dello scaricabarile è terminato - ha concluso Zinzi - ora la Regione Campania, anche alla luce delle normative sopravvenute in materia di Trasporto Pubblico Locale, ha il preciso dovere di assumere tutte le iniziative, e le conseguenti responsabilità, per assicurare lo svolgimento efficiente del servizio di trasporto pubblico in Terra di Lavoro e di salvaguardare i livelli occupazionali. Vigilerò con la massima attenzione affinché ciò accada".
"Le autorità competenti procedano immediatamente alla revoca dell'appalto evitando che, almeno fino a quando non verrà fatta massima chiarezza, un'azienda colpita da informativa antimafia possa continuare a gestire il servizio di trasporto pubblico su gomma della provincia di Caserta". Lo chiede la deputata del Partito Democratico Pina Picierno che presenterà una interrogazione parlamentare per chiedere al Governo di fare piena luce sui fatti oggetto del provvedimento ostativo, emesso dalla Prefettura di Napoli, in forza del quale è già stata respinta l'offerta dell'azienda Clp alla gestione dell'Eavbus."Mi sembra abbastanza evidente - aggiunge la responsabile nazionale Legalità e Antimafia del Pd - che, fino a quando non sarà sciolto ogni dubbio su possibili infiltrazioni camorristiche, vanno presi tutti i provvedimenti necessari a garantire la trasparenza del servizio a Caserta. D'altronde l'informativa antimafia alla Clp non può essere un fatto che riguarda solo la gestione del servizio in provincia di Napoli: se quest'azienda non va bene per Napoli, non vedo perché dovrebbe andare bene per Caserta".Nell'interrogazione la deputata chiede anche di verificare "se gli elementi oggetto dell'informativa fossero presenti già nel momento in cui si affidò il servizio di trasporto casertano ed accertare anche le eventuali responsabilità, politiche e non, della scelta Clp avvenuta dopo la procedura fallimentare dell'Acms"."Questa vicenda - conclude Pina Picierno - faccia riflettere anche sulla necessità di controlli più stringenti per evitare che i poteri criminali riescano in maniera così pervasiva ad insinuarsi nella gestione degli appalti pubblici".

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