Economia

A rischio chiusura la Ericsson di Marcianise, proclamato stato agitazione

Marcianise - Contro la conferma delle voci che vogliono lo stabilimento Ericsson di Marcianise a rischio chiusura scende in campo la FIOM che denuncia la possibilità che circa mille lavoratori perdano il il posto. Intanto le Rsu hanno proclamato...

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Contro la conferma delle voci che vogliono lo stabilimento Ericsson di Marcianise a rischio chiusura scende in campo la FIOM che denuncia la possibilità che circa mille lavoratori perdano il il posto. Intanto le Rsu hanno proclamato lo stato di agitazione nello stabilimento marcianisano. Ecco il comunicato a firma Roberta Turi, della segretaria nazionale Fiom-Cgil, che ha rilasciato ieri mattina la seguente dichiarazione: "Da almeno un paio di mesi circolavano voci sull'intenzione da parte di Ericsson - che ha sempre negato tutto - di disfarsi dello stabilimento di Marcianise (Caserta) per cederlo alla Jabil, multinazionale americana nota per aver acquisito nel 2008 lo stabilimento della Nokia Siemens a Cassina de' Pecchi, chiuso dopo soli tre anni. Oggi quelle voci sono, purtroppo, confermate. Nel sito di Marcianise la Ericsson ha concentrato negli anni tutte le attività di produzione e distribuzione dei prodotti relativi alle reti ottiche a livello globale, occupando oggi circa 580 dipendenti diretti e altrettanti nell'indotto. Circa 600 sono invece i lavoratori dipendenti di Jabil in quel territorio, provenienti dagli stabilimenti ex Marconi ed ex Nokia Siemens, oggi in cassa integrazione, anch'essi legati alle poche attività che svolgono per conto della Ericsson. A dicembre scorso, grazie alla straordinaria mobilitazione dei lavoratori della Jabil, sono stati scongiurati 382 licenziamenti. Alla luce di questo scenario produttivo già compromesso, la cessione dello stabilimento rischia quindi di scatenare una «guerra tra poveri» e di essere controproducente sia per i lavoratori della Ericsson che per quelli della Jabil. Tutto questo avviene in un territorio, la provincia di Caserta, in cui moltissime imprese industriali stanno smantellando le loro attività, nel quale il lavoro è un bene sempre più raro e la disoccupazione è a livelli record. La Fiom dichiara fin d'ora la sua più netta contrarietà a quest'operazione che avviene nel momento in cui il Governo italiano, sicuramente informato delle intenzioni di Ericsson, ha varato il piano strategico sulla banda ultralarga, continuando a spiegare quali e quanti benefici questo porterà al paese, al pil e all'occupazione. Abbiamo avuto a che fare in passato con esternalizzazioni della Ericsson, finite quasi tutte con il licenziamento dei lavoratori coinvolti nelle cessioni. Riteniamo inaccettabile quanto si prepara ad accadere a Marcianise e siamo pronti a mobilitarci con i lavoratori per impedire lo smantellamento di uno degli ultimi stabilimenti manifatturieri di apparati di telecomunicazioni in Italia. Chiederemo con forza al Governo di intervenire, auspicandone una netta presa di posizione e una concreta iniziativa contro quanto sta preparando la Ericsson a Marcianise".

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