Venerdì, 14 Maggio 2021
Economia

Reddito famiglie va giu', Confcommercio: 'Estendere il bonus da 80 euro 'a tutti i lavoratori, compresi quelli autonomi'

(Milano) Nel 2013 il 53% dei consumi ha riguardato l'acquisto di servizi rispetto al 47% dei beni. Non solo: tra il 1992 e il 2013 stesso l'intero aumento del totale dei consumi (il 12,3% appena) è dipeso interamente dai servizi stessi, con i beni...

(Milano) Nel 2013 il 53% dei consumi ha riguardato l'acquisto di servizi rispetto al 47% dei beni. Non solo: tra il 1992 e il 2013 stesso l'intero aumento del totale dei consumi (il 12,3% appena) è dipeso interamente dai servizi stessi, con i beni fermi al palo, in un contesto economico complessivo nel quale il valore aggiunto dei servizi è passato dal 66,5% al 74%, mentre agricoltura e manifatturiero sono in costante calo e analoga dinamiche ha riguardano l'occupazione: insomma, la terziarizzazione dell'economia avanza inesorabilmente mentre la dematerializzazione dei consumi è ormai realtà. È quanto emerge dalla Nota di aggiornamento al Rapporto dei consumi illustrata dal responsabile dell'Ufficio Studi Confcommercio, Mariano Bella, nel corso di una conferenza stampa convocata a Roma nella sede confederale. Molte le cifre significative che emergono dallo studio, a partire dal calo del 13,1% in otto anni del reddito reale disponibile pro capite, oggi pari a 2.590 euro a testa, mentre nel 2013 la spesa delle famiglie ha registrato una flessione del 2,5% e del 7,6% in otto anni. Quanto ai consumi, le diminuzioni più sensibili hanno interessato i pasti in casa e fuori casa (-4,1%) - in particolare l'alimentazione domestica (-4,6%) - i viaggi e le vacanze (-3,8%) e la cura del sé e la salute (-3,5%), al cui interno si è registrata la netta flessione della spesa per abbigliamento e calzature (-6,3%). L'altro grande e preoccupante fenomeno che emerge dalla lettura delle pagine della Nota di aggiornamento è la crescita delle spese per consumi di beni e servizi obbligati, salita al 41% sul totale dei consumi (era al 32,3% nel 1992), mentre crolla l'acquisto di beni commercializzabili (dal 51,4% del 1992 al 39% del 2014) e aumenta progressivamente la parte dei consumi destinati ai servizi commercializzabili che nel 2014 raggiunge il 20% contro il 16,3% nel 1992. Tra gli obbligati, in poco più di 20 anni è cresciuta significativamente la spesa per l'abitazione, passata dal 17,1% al 23,9%, e per l'acquisto di carburanti e servizi per la gestione dei mezzi di trasporto. Tra i commercializzabili si conferma il progressivo ridimensionamento della spesa per alimentari e bevande, fenomeno che ha caratterizzato anche altri segmenti di consumo considerati "maturi" quali l'abbigliamento e le calzature, i mobili, e l'acquisto di autovetture. Tra il 1992 e il 2014, infine, i prezzi dei beni e dei servizi obbligati sono più che raddoppiati, a fronte di un aumento molto più contenuto dei beni e servizi commercializzabili. Mediamente e in ciascun anno tra il 1992 e il 2014 le dinamiche di prezzo degli obbligati sono state del 63% circa superiori a quelle osservate per l'area dei commercializzabili.
La ripresa "è ancora troppo fragile": per ridare slancio all'economia bisogna puntare sulla crescita estendendo "il bonus da 80 euro a tutti i lavoratori, compresi quelli autonomi" e puntare su quella che è "la priorità assoluta: la riduzione delle tasse". A indicare la strada al governo Renzi è il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, a margine della presentazione del Rapporto sui consumi. Secondo Sangalli, "le imprese italiane, soprattutto quelle che vivono di mercato interno, stanno attraversando una fase delicata: la pressione fiscale è a livelli record, i redditi sono ai livelli di 30 anni fa, le banche poco coraggiose nell'erogazione del credito e la complessità della burocrazia non aiuta". In questo quadro "un ulteriore freno alla ripresa dei consumi viene dall'aumento delle spese obbligate che hanno raggiunto il 41% del totale delle spese delle famiglie: un record assoluto". "Con una ripresa ancora troppo fragile, incerta e contraddittoria, la parola d' ordine del governo - ha aggiunto Sangalli - deve essere la crescita per scongiurare definitivamente una manovra correttiva e per dare una mano tangibile alle famiglie e alle imprese". Commentando poi il progresso della terziarizzazione dell'economia che emerge dal Rapporto, il presidente di Confcommercio ha sottolineato che "la strada per rilanciare la crescita è la valorizzazione dei servizi di mercato, con un occhio di riguardo al terziario".

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