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Indesit, ridotti gli esuberi: riunione aggiornata al 31 ottobre

Teverola - Disponibilità dell'azienda a rivedere il piano industriale presentato e, soprattutto, il numero degli esuberi che- 1425 in partenza-si sono più che dimezzati, con una cospicua percentuale riferibile ad addetti in possesso dei requisiti...

Disponibilità dell'azienda a rivedere il piano industriale presentato e, soprattutto, il numero degli esuberi che- 1425 in partenza-si sono più che dimezzati, con una cospicua percentuale riferibile ad addetti in possesso dei requisiti per la quiescenza. Questo, in sintesi, il risultato del confronto che si è svolto oggi al Ministero dello Sviluppo Economico sulla vertenza INDESIT. Un confronto che il Governo- rappresentato dal Sottosegretario Claudio De Vincenti- giudica costruttivo.
La riunione, lunga e a tratti anche vivace, è stata aggiornata al 31 ottobre. In quella sede si potrà verificare l'esistenza delle condizioni per giungere ad un'intesa. Da qui alla data della nuova convocazione, i sindacati avranno confronti diretti con l'azienda.All'incontro odierno hanno preso parte rappresentanti delle Regioni Campania e Marche, delle istituzioni locali, parlamentari delle realtà interessate, la direzione della multinazionale, le organizzazioni dei lavoratori a livelli nazionale, territoriale e aziendale.
Il coordinamento sindacale della Indesit ha ritenuto necessario un ulteriore approfondimento in sede sindacale con la direzione aziendale che verrà svolto dalle segreterie nazionali di Fim, Fiom e Uilm in merito a prodotti, costi industriali, investimenti e allocazioni produttive.A valle di questa verifica il coordinamento si è riconvocato per il prossimo 30 ottobre, presso la sede nazionale a Roma, per valutare la prosecuzione del confronto con l'azienda nel prossimo incontro del 31 ottobre.
I vertici di Indesit Company hanno presentato nuovi significativi miglioramenti al piano diriorganizzazione proposto lo scorso 4 giugno. Previsti 78 milioni di euro di investimenti in Italia, maggiori produzioni e a più altovalore aggiunto nei 3 siti italiani (Fabriano, Comunanza e Caserta) e contratti di solidarietà per evitare licenziamenti dei lavoratoricoinvolti e non perdere le competenze.
Le soluzioni proposte, consentono di ridurre subito a 1.030 il numero di persone coinvolte negli stabilimenti e di accompagnarne330 alla pensione nel periodo coperto dagli ammortizzatori. Grazie ai benefeci attesi dagli investimenti e alle previsioni direcupero dei mercati nei prossimi 5 anni è prevedibile inoltre il reimpiego graduale di oltre 400 lavoratori. I 150 impiegati degliuffici sarebbero invece riassorbiti in 4 anni. Il numero di persone non riassorbite a fine periodo si ridurrebbe così da 1400 a 300, unnumero quindi più che dimezzato rispetto ai 650 lavoratori che già oggi sono sostanzialmente in esubero, considerando le giornatedi cassa integrazione ordinaria in corso e quindi a prescindere dal piano di riorganizzazione proposto.
I 1030 lavoratori delle fabbriche inizialmente coinvolti dai contratti di solidarietà lavorerebbero mediamente al 60%, con unaretribuzione superiore all'80%. Percentuali destinate poi a crescere, con il graduale pensionamento dei 330 che ne matureranno ildiritto e il progressivo riassorbimento dei 400 in relazione alla prevista crescita dei volumi produttivi.
Viste le positive modifiche al piano, il sindacato ha proposto all'Azienda un ulteriore incontro di approfondimento, al qualeseguirà un coordinamento nazionale il 30 di ottobre. Infine il 31 di ottobre le parti si riuniranno nuovamente presso il MiSe perverificare definitivamente la fattibilità di un accordo, indispensabile per l'utilizzo dei contratti di solidarietà.
Durante l'incontro Indesit ha ribadito il ruolo cruciale del nostro Paese per l'industrializzazione e la produzione dei modelli ad altainnovazione e contenuto tecnologico destinati alle fasce medio alte della domanda europea, e ha sottolineato che si tratta di unpiano orientato al recupero di competitività dell'Azienda, con investimenti straordinari che consentiranno di aumentare e rinnovarequasi totalmente la gamma di prodotti a più alto valore aggiunto realizzati in Italia, in termini sia di prestazioni che dicompetitività.E' stato inoltre chiarito come lo spostamento delle lavabiancheria non competitive dallo stabilimento casertano con il contestualeavvio nel sito della produzione di piani cottura sia condizione imprescindibile per evitare ulteriori perdite di volumi ecompetitività, che come conseguenza ultima non potrebbero che vedere la chiusura del sito di Caserta.
Nello specifico e dopo le migliorie già proposte presso il MiSE il 23 settembre, rispetto al piano originario presentato il 4 giugnoscorso l'Azienda ha comunicato ad Istituzioni e Sindacati la propria disponibilità a (vedi anche tabella a pag.3):
- destinare al sito di Fabriano (reparto di Melano) produzioni aggiuntive (cucine, maxi forni e prodotti speciali), portareall'interno dei siti di Fabriano e Caserta servizi di assistenza tecnica, creare a Caserta un IT service center, destinare al sito diCaserta tutta la produzione di piani cottura a gas da incasso (compresi i piani originariamente destinati alla Polonia),sviluppare ulteriori progetti di amministrazione e gestione nelle sedi centrali;- ridurre subito di 220 addetti il numero di persone interessate dal piano, in relazione ai progetti sopra riportati;
- riassorbire i 150 impiegati in 4 anni;

- riassorbire 400 persone nel periodo di implementazione del piano, in relazione ai benefici attesi dagli investimenti e alleprevisioni di recupero dei mercati;- nel periodo inoltre circa 330 lavoratori matureranno i requisiti per il pensionamento;
- ricorrere a strumenti come la cassa integrazione straordinaria e i contratti di solidarietà per evitare licenziamenti e nonperdere le competenze professionali.

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