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SPECIALE CONCORSO “LUCIA FERRARA”. “L’elfo e il tulipano” di Alessia Tamburrini

E' la seconda classificata nella categoria “Fiabe” dedicata alla scuola secondaria di primo grado

Casertanews ha scelto di essere media-partner del concorso letterario intitolato alla memoria di Lucia Ferrara, una giovanissima ragazza di appena 17 anni, scomparsa troppo presto, che amava leggere. La sua passione è diventata una memoria che non dovrà più scomparire. E' stato così indetto un concorso dedicato ai ragazzi di età compresa tra i 10 e i 21 anni, che frequentano la scuola secondaria di primo grado, di secondo grado ed i primi anni di università. Di seguito vi proponiamo ‘L’elfo e il tulipano’ di Alessia Tamburrini (12 anni), seconda classificata nella sezione ‘Fiabe’ dedicata alla scuola secondaria di primo grado.

L’ELFO E IL TULIPANO

C’era una volta un elfo piccolo e molto carino, con un bel colorito roseo, i capelli biondi, gli occhi azzurri e un vestitino tutto verde. Viveva in un tulipano che si trovava in un bel campo di fiori ed era sempre sorridente e allegro poiché amava la natura e tutto ciò che lo circondava. I fiori del campo erano abitati da tanti altri piccoli elfi e tutti vivevano sereni scaldati dal sole, che li coccolava. Si nutriva del nettare dei fiori e del miele delle api e la maggior parte della giornata la passava disteso giocando con i compagni e aiutando, quando capitava, gli animali del bosco in difficoltà. Una mattina come tante altre, il re, a passeggio nel bosco, raccolse il tulipano in cui abitava l’elfo per regalarlo alla sua regina. La regina ricevette il tulipano, ma non accettò di buon grado il dono, perché essendo avida non pensava al bel gesto del suo consorte, preferiva un bel diamante e buttò il fiore, lanciandolo con disprezzo nell’angolo della sala da pranzo.

La regina era cattiva, con lunghi capelli neri, occhi allungati scuri, sempre tutta vestita di nero. Aveva sposato il re solo per il potere e non certo per amore. Il re aveva una bella figlia, la principessa Sofia, bionda con occhi color nocciola che, orfana di madre, viveva triste in soffitta e scendeva in sala solo in pochi momenti della giornata.

Il povero elfo nel fiore, cercò di scappare tutto tremante ma appena ebbe compiuto i primi passi fu subito notato dalla regina che lo raccolse e disse: «Ah! Tu sei un elfo! Io odio gli elfi| Cosa farò di te? Penso proprio di darti n pasto al mio fatto Rex».

E l’elfo rispose piangendo: «La prego regina, abbia pietà! Sono un povero elfo e non ho

mai fatto male a nessuno. Chiedo umilmente pietà!».

La regina disse indispettita: «E perché dovrei salvarti?».

L’elfo allora replicò: «Sua maestà la prego solo di avere una possibilità e le sarò grato per

tutta la vita».

La regina a questo punto disse: «Va bene, ti darò una possibilità, cioè ti darò dodici ore di

tempo e nemmeno un minuto in più per risolvere un indovinello e se non ci riuscirai all’alba

sarai decapitato».

L’elfo tirando un sospiro di sollievo per le ore date dalla regina disse: «Grazie sua maestà.

Qual è l’indovinello?».

La regina rispose: «Tutti lo possono aprire, ma nessuno lo sa chiudere. Cos’è?».

E aggiunse: «A domani».

L’elfo con gratitudine disse:«Grazie sua maestà».

La regina andò via e l‘elfo preso dallo sconforto, non sapendo come fare iniziò a piangere, ma, fortunatamente, arrivò la principessa, che a differenza della sua matrigna, era bella oltre che dolce, gentile e buona. La principessa Sofia appena lo vide, lo raccolse e gli asciugò le lacrime con i suoi lunghi capelli biondi.

L’elfo la ringraziò e Sofia disse: «Di nulla, come ti chiami? Perché ti trovi qui? Perché piangi?».

L’elfo rispose: «Mi chiamo Fritz e sono disperato, perché in poche ore devo trovare la soluzione ad un indovinello altrimenti sarò decapitato dalla regina. Abitavo nel prato di fronte alle mura del castello in un bel tulipano, ma il fiore è stato raccolto dal re per la sua regina che senza motivo mi vuole togliere la vita».

Sofia rispose: «Non disperare, io sono una appassionata di indovinelli. Vivo confinata nella soffitta da quando la mia povera mamma è morta e mio padre, il re, ha sposato una donna crudele, quanto avida. La mia matrigna è terribile e ti aiuterò ad uscire da questo brutto incubo, così almeno tu sarai libero di vivere la tua vita sereno e tutto ciò diventerà solo un brutto ricordo da cancellare».

Sofia chiese quale fosse l’indovinello e dopo averlo sentito con facilità subito trovò la soluzione dell’indovinello ed esclamò: «L’uovo!».

I due felici si sorrisero con le lacrime agli occhi per la felicità e chiacchierarono tutta la notte. La principessa raccontò all’elfo quanto fosse felice la sua vita prima della morte della madre e quanto fosse diventata dura la sopravvivenza dopo la sua morte in presenza di tanta crudeltà e cattiveria. I due ebbero subito intesa e l’elfo chiese a Sofia di scappare con lui. La principessa non avendo coraggio disse che la sua casa era quella e non poteva andare via.

Il giorno dopo l’elfo conoscendo la soluzione dell’indovinello venne liberato e, prima di andare via, guardò la principessa di cui segretamente si era innamorato.

La principessa che si trovava sotto il porticato guardandolo negli occhi ebbe un tuffo al cuore e capì che lui era il suo amore. Presa dall’impeto corse da lui e senza voltarsi mai, fuggirono lontano senza meta.

I due arrivarono in un luogo incantato con una sorgente piena di riflessi colorati e fatine volanti.

La fata regina disse loro: «Potete esprimere un desiderio e questo sarà esaudito, perché il regno di Desideria in cui vi trovate dà la possibilità ad ognuno che vi entri di esprimere un desiderio e lo esaudisce all’istante. Tutto è possibile!».

Fritz senza esitazione disse: «Il mio sogno più grande è quello di diventare un umano, un

bel principe e vivere per sempre con la mia amata».

Il suo desiderio fu subito esaudito. Divenne un principe bello, alto a dir poco stupendo e gli fu donata come regno la collina vicino alla cascata.

I due vissero per sempre felici e contenti e per tutta la loro vita aiutarono gli animali e tutti coloro che si trovavano in difficoltà.

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