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Mercoledì, 22 Maggio 2024
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Candidatura Pizza Unesco, pizzaioli sul lungomare per festeggiare

Napoli - “Fortuna che la Lega non è al Governo perché altrimenti avrebbe tentato di ostacolare in tutti i modi la candidatura dell’arte dei pizzaiuoli napoletani a patrimonio culturale immateriale dell’umanità dell’Unesco così come Zaia tentò di...

“Fortuna che la Lega non è al Governo perché altrimenti avrebbe tentato di ostacolare in tutti i modi la candidatura dell’arte dei pizzaiuoli napoletani a patrimonio culturale immateriale dell’umanità dell’Unesco così come Zaia tentò di impedirci di avere il riconoscimento di specialità tradizionale garantita e non venne ai festeggiamenti preferendo andare alla presentazione di un panino di Mc Donald’s”.

Lo ha detto il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, partecipando alla manifestazione con alcuni pizzaioli napoletani, capitanati da Gino Sorbillo e Massimiliano Rosati, che, oggi, sul Lungomare Caracciolo, hanno festeggiato la candidatura della pizza napoletana a patrimonio mondiale dell’Unesco.

“Ho già parlato con De Luca per chiedere il massimo impegno della Regione nel sostenere la candidatura della pizza, anche perché, a coordinare la candidatura è stato Pier Luigi Petrillo, consigliere del ministro dell’agricoltura, Martina, e capo dell’Ufficio legislativo della Regione Campania” ha aggiunto Borrelli sottolineando di aver sentito anche il sottosegretario agli esteri, Enzo Amendola, per chiedergli di continuare a impegnarsi per il tanto atteso riconoscimento”.
L'arte dei pizzaiuoli napoletani sarà l'unica candidatura Italiana nella Lista del Patrimonio Mondiale dell'umanità Unesco. Lo ha deciso all'unanimità la Commissione nazionale italiana per l'Unesco su proposta del Ministero dell'Agricoltura e con il sostegno del Ministero degli Esteri, dell'Università, dell'Ambiente, dell'Economia. Scelta perché "rappresenta l'Italia in tutto il mondo".


Ha partecipato al presidio a Roma in attesa della notizia il presidente di Coldiretti Campania Gennarino Masiello, nella veste di vice presidente nazionale Coldiretti. "Abbiamo ottenuto il primo obiettivo a Napoli - commenta Masiello - un anno fa, quando in un evento in via Chiaia celebrammo la notizia della candidatura. Pochi giorni fa abbiamo raccolto l'adesione di altre organizzazione a sostegno di questa battaglia. Oggi arriva l'ulteriore passo verso il verdetto finale di Parigi. Siamo convinti che la vittoria finale sia a portata di mano. Significherebbe blindare un patrimonio straordinario per l'Italia e in particolare per Napoli e la Campania. Una spinta forte di cui potrà beneficiare l'immagine della regione, per il nostro sistema agroalimentare e non solo".


La candidatura della pizza a patrimonio immateriale dell’umanità tutela unsettore che vale 10 miliardi di euro ma soprattutto un simbolo dell’identità nazionale. Con questo importante risultato abbiamo deciso - ha sottolineato il presidente nazionale di Coldiretti Roberto Moncalvo - una mobilitazione straordinaria nel week end per raccogliere le firme nei mercati di Campagna Amica lungo tutta la Penisola per raggiungere l’obiettivo di un milione di firme da presentare il 14 marzo a Parigi dove si incontrerà la Commissione internazionale per valutare l'ingresso nella "Lista Unesco del patrimonio culturale immateriale dell'umanità”.


Sono almeno 100 mila i lavoratori fissi nel settore della pizza ai quali - sottolinea la Coldiretti - se ne aggiungono altri 50 mila nel fine settimana, secondo i dati dell'Accademia Pizzaioli. Non è un caso che oggi il 39 per cento degli italiani ritiene che la pizza sia il simbolo culinario dell’Italia secondo un sondaggio del sito www.coldiretti.it e che la pizza sia la parola italiana piu' conosciuta all'estero con l'8 per cento, seguita dal cappuccino (7 per cento), dagli spaghetti (7 per cento) e dall'espresso (6 per cento), secondo un sondaggio on line della Societa' Dante Alighieri.


Ogni giorno solo in Italia si sfornano circa 5 milioni di pizze per un totale di un miliardo e mezzo all'anno anche se – sottolinea la Coldiretti - i maggiori “mangiatori” sono diventati gli Stati Uniti che fanno registrare il record mondiale dei consumi con una media di 13 chili per persona all’anno, quasi il doppio di quella degli italiani che si collocano al secondo posto con una media di 7,6 chili a testa. Una domanda che - spiega la Coldiretti - nelle circa 63mila pizzerie e locali per l'asporto, taglio e trasporto a domicilio da lavoro complessivamente ad oltre 150mila persone.


L’arte dei pizzaiuoli napoletani - riferisce la Coldiretti - sarebbe il settimo “tesoro” italiano ad essere iscritto nella Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell’Unesco. L’elenco tricolore comprende anche l’Opera dei pupi (iscritta nel 2008), il Canto a tenore (2008), la Dieta mediterranea (2010) l’Arte del violino a Cremona (2012), le macchine a spalla per la processione (2013) e la vite ad alberello di Pantelleria (2014). Accanto al patrimonio culturale immateriale, l’Unesco – continua la Coldiretti - ha riconosciuto nel corso degli anni anche un elenco di siti, e proprio l’Italia è lo stato che ne vanta il maggior numero a livello mondiale. Significativamente però – evidenzia Coldiretti -, gli ultimi elementi, ad essere iscritti negli elenchi, dallo Zibibbo di Pantelleria alla Dieta Mediterranea, fanno riferimento al patrimonio agroalimentare made in Italy, a testimonianza della sempre maggiore importanza attribuita al cibo, non a caso scelto come tema simbolo dell’Expo 2015.


E non è un caso - conclude la Coldiretti - che proprio ad Expo il 25 giugno 2015 l’Italia ha conquistato il record mondiale ufficiale di lunghezza della pizza di 1595,45 metri che è stato iscritto Guinness World Records.
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