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Guinness dei primati con la treccia di fior di latte pi lunga del mondo

Avellino - "Fuoco Barocco Piacere Divino" ha regalato ad oltre 5mila persone che hanno affollato Corso Vittorio Emanuele II di Avellino nel giorno dedicato a Sant'Antonio, una domenica appetitosa, condita, da un nuovo primato per l'Irpinia...

"Fuoco Barocco Piacere Divino" ha regalato ad oltre 5mila persone che hanno affollato Corso Vittorio Emanuele II di Avellino nel giorno dedicato a Sant'Antonio, una domenica appetitosa, condita, da un nuovo primato per l'Irpinia, quello della treccia di fior di latte più lunga del mondo.
Con questo evento, l'Ente provinciale per il Turismo di Avellino ha inteso celebrare il senso del gusto, attraverso il coinvolgimento attivo degli imprenditori locali del settore eno-gastronomico e, nello specifico, della filiera lattiero casearia.
Alle ore 14.20 di domenica 13 giugno 2010, dunque, i giudici ufficiali del "Guinness World Records", giunti appositamente da Londra, hanno certificato in 106,16 metri la lunghezza della treccia di fior di latte preparata da una cinquantina di operatori di oltre 40 casari della provincia di Avellino .
Sono stati intrecciati oltre 318 metri di pasta di mozzarella, senza alcuna interruzione della trama, anche nella fase di intrecciatura, in circa 6 ore di lavoro effettuato direttamente in loco, utilizzando oltre 70 quintali di latte proveniente esclusivamente da allevamenti irpini.
L'iniziativa è stata realizzata con il patrocinio dell' ASL di Avellino e la preziosa collaborazione del Prof. R. De Luna, Direttore del Servizio Veterinario Igiene degli allevamenti e delle produzioni zootecniche ASL Avellino.La giornata è stata allietata dall'irresistibile Luca Abete, inviato di Striscia la Notizia, che ha raccontato le fasi di preparazione ed intrecciatura opportunamente controllate dal servizio sanitario locale.
A rendere ancora più gustosa la domenica conclusiva di "Fuoco Barocco Piacere Divino" sono state le degustazioni offerte ai numerosi turisti e visitatori dagli operatori di numerosi stand ricchi di prodotti tipici irpini: dai salumi ai formaggi, dai caciocavalli podolici ai vini DOC e DOCG .
"Il guinness dei primati che l'Irpinia si è aggiudicato - osserva Raffaele Spagnuolo, presidente dell'Ept di Avellino che ha organizzato l'evento - è stato solo un momento goliardico per quanto importante. Il senso della manifestazione, voluta nell'ambito delle iniziative di Fuoco Barocco, è stato quello di sottolineare la necessità di intensificare la collaborazione tra gli operatori del settore turistico ed enogastronomico della provincia di Avellino. L'Irpinia ha le capacità attrattive per aumentare i flussi turistici se riesce a fare "sistema", a legare l'offerta ai prodotti di eccellenza, frutto del lavoro degli artigiani e della nostra terra. I prodotti irpini possono costituire il valore aggiunto dell'offerta turistica. Non dimentichiamo - aggiunge Spagnuolo - che la treccia di fior di latte da guinness è stata realizzata con latte proveniente da allevamenti irpini, un prodotto che trova difficoltà di collocazione sul mercato per il prezzo poco concorrenziale, ma dall'impareggiabile qualità. E' stato anche questo lo spirito dell'iniziativa, consentire con operazioni di marketing ai prodotti locali, spazio e notorietà sui mercati".
Un eccesso barocco, un omaggio all'Irpinia ed alle sue eccellenze. La Treccia, infatti, non può non ricordare ornamenti come gli intrecci di grano che compongono i gigli ed i carri di paglia che rappresentano la tradizione devozionale irpina, un matrimonio tra terra e cielo per benedire il raccolto.
I carri di grano sono figli della tradizione barocca e ne conservano le tecniche costruttive e l'impianto estetico. In qualche modo la treccia da record vuole essere un omaggio a questa cultura superstite protetta dall'amore del popolo. Come l'arte popolare così l'arte dei casari si tramanda di generazione in generazione.

E di passaggio in passaggio non si perde la qualità di un prodotto sano e genuino che rappresenta una eccellenza territoriale: il latte ed i suoi derivati. Al pari del vino, i formaggi irpini sono un bene da tutelare.
Niente di meglio di una festa in strada per raccontare la bontà di un prodotto e di una tradizione.

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