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Ambasciatore dItalia a Bratislava Brunella Borzi fa i complimenti a Nappi

Napoli - "Ho ammirato lo spirito di iniziativa, la creatività e la fantasia che l'assessore all'Agricoltura della Regione Campania, Gianfranco Nappi ha dimostrato con questa sua missione nelle maggiori capitali centro europee". Queste le parole di...

"Ho ammirato lo spirito di iniziativa, la creatività e la fantasia che l'assessore all'Agricoltura della Regione Campania, Gianfranco Nappi ha dimostrato con questa sua missione nelle maggiori capitali centro europee". Queste le parole di benvenuto dell'Ambasciatore d'Italia a Bratislava, Brunella Borzi, rivolte a Nappi in missione in Est Europa per la promozione dei prodotti campani.
"Niente come la tavola, il convivio e lo stare insieme aiuta il dialogo e la comprensione tra culture diverse". Così l'assessore all'Agricoltura della Regione Campania, ha introdotto il suo discorso prima di dare il via alla degustazione dei prodotti tipici. La cena organizzata dal Parco Nazionale del Vesuvio, è stata preparata dallo chef di Villa Signorini di Ercolano, Natale Langella e da suo figlio Vincenzo. "Piatti semplici e genuini solo con prodotti del Vesuvio" precisa Langella. Il Presidente del Parco, Ugo Leone, che non è potuto intervenire personalmente all'incontro, ha comunque inviato i suoi saluti ed esternato la sua gioia per aver partecipato a questo evento. "Siamo molto contenti di aver potuto partecipare a quest' iniziativa che ha fatto conoscere un Parco Nazionale che altrimenti non si sarebbe mai potuto far conoscere all'estero. Far sapere che esiste un Parco che protegge il Vesuvio fa molto piacere. Speriamo di potenziare questa esperienza e di avere altri incontri. Turismo e agricoltura in senso sostenibili sono carte che il Parco Nazionale del Vesuvio intende giocare perchè hanno ricadute importanti sul territorio". Alla serata degustazione erano presenti oltre all'Ambasciatore d'Italia per la Slovacchia, Brunella Borzi, il Presidente ed il Segretario Generale della Camera di Commercio Italiana per la Slovacchia, Ignazio Jaquotot e Alessandro Villa, il Direttore Generale del Ministero Slovacco dell'Economia e del Turismo, Gabriel Kuliffay, l'Onorevole Olga Nachtmannova e l'Onorevole Jana Vaľova del Parlamento Slovacco.

Prima di iniziare la degustazione l'assessore Nappi ha sottolineato come "la kermesse possa sembrare un vero e proprio convegno culturale grazie anche alla presenza del Professor Fabrizio Mangoni che meglio di chiunque altro conosce il binomio gastronomia-cultura". Il Professore, architetto e urbanista oltre ad esperto gastronomo, ha iniziato la sua lectio spiegando come la storia dei dolci, veicoli valori simbolici e rapporti col territorio. "Si parla di dolci, continua Mangoni, ma in realtà bisogna predisporsi a viaggiare nel tempo, nei paesaggi della Campania, ad affrontare relazioni apparentemente ardite, ma credibili". Dopo aver passato in rassegna alcuni dolci come pastiera, roccocò, raffioli, mustaccioli, struffoli, torta caprese, zeppole e babà, Mangoni ha racconta aneddoti e storie del mondo gastronomico. Come quello della zuppa inglese. L'ambasciatore britannico a Napoli, nei primi dell'ottocento, aveva ospite il Re. Come dolce era stato preparato una torta di Pan di Spagna, bagnata al rhum, con farcitura di crema e amarene. Al momento di servirla, il cameriere cadde e con lui la torta. La genialità del cuoco salvò la situazione. Fece raccogliere i pezzi e li ripose confusamente nel piatto di portata. Ma ricoprì il tutto con una meringa che si prepara in pochi minuti. E con pezzi di Pan di Spagna confusamente riposti nella forma, ancora oggi si fa la Zuppa Inglese. Mangoni ha poi esposto la sua teoria che compara i caratteri umani ai dolci. "Dopo un pò che conosco qualcuno, afferma Mangoni, posso dire se il suo carattere assomiglia a un torta con panna o ad un biscotto secco".
Infine Mangoni ha illustrato il lungo viaggio del Babà dalla Lorena dove è stato inventato, fino a Napoli dove viene "Napoletanizzato". Quando il babà arriva a Napoli, nel 1820 per essere accettato doveva perdere l'apparenza del pane e diventare un dolce esotico e difficile, un sogno di perfezione, per una città che la perfezione la sogna, ma non la pratica. Ed è così che nasce il Babà napoletano.

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